Intervista a Nico sardi: Il Calcio e l’Onda dei Social
Intervista a Nico sardi: Il Calcio e l’Onda dei Social
Il tuo percorso sui social ha svoltato grazie alle selezioni per diventare il “Settimo Seven Sins” insieme a creator come Andrea Fratino e Gabriel Lopes. Anche se non sei stato scelto in finale, quel momento ha scatenato un’ondata incredibile di follower e supporto: come sei riuscito, psicologicamente e tecnicamente, a trasformare una “sconfitta” sul campo nella tua più grande vittoria digitale?
Vi dico la verità, é stato tutto talmente veloce che non so darvi una spiegazione precisa. Se penso che siano passati soltanto 4 o 5 mesi, mi sembra assurdo. Se da una parte c’era l’amarezza di non essere stato scelto, dall’altra l’affetto e i messaggi ricevuti hanno quasi cancellato quella delusione. Ragazzi che mi scrivevano messaggi di supporto, persone che mi chiedevano video saluti, all’inizio sembrava tutto surreale.
È stato proprio in quel momento che ho capito che questa poteva essere la mia strada, il mio mondo. Così ho iniziato a pubblicare qualche video sui social e, giorno dopo giorno, il mio profilo continuava a crescere. Oggi posso dire con certezza di aver fatto la scelta giusta. Detto questo, voglio ringraziare pubblicamente tutti i Seven Sins, perché se oggi tante persone sanno chi sono, gran parte del merito è loro.
Emergere sui social partendo da Livorno ha un sapore diverso rispetto a chi crea contenuti da metropoli come Milano o Roma. Quali sono state le difficoltà maggiori nel farti notare dalla provincia e quanto c’è dell’ironia e della genuinità tipicamente livornese nel successo del tuo personaggio, “El Jefecito”?
Sì, purtroppo partire da un “paesone” come Livorno rende tutto più difficile. Devi lavorare il doppio per riuscire a costruirti qualcosa. Vivere in una grande città ti dà molte più occasioni: conoscere creator affermati, confrontarti con persone del settore, ricevere consigli e opportunità che possono aiutarti a crescere più velocemente.
Io invece, partendo da Livorno, ho dovuto fare quasi tutto da solo. I creator più conosciuti li ho incontrati solo adesso, dopo aver già fatto i miei passi e costruito il mio percorso. Per me Livorno resta una città bellissima, e i livornesi sono persone simpaticissime. Però qui c’è anche un piccolo difetto: quando qualcuno riesce a fare qualcosa in più degli altri, invece di prenderlo come ispirazione, spesso la reazione più facile è criticare. Ovviamente non tutti, ma una buona parte sì (ride). Nonostante questo, sono orgoglioso del mio percorso. Alla fine questo è un lavoro come un altro; con la differenza che io ho la fortuna di farlo divertendomi e facendo davvero ciò che mi piace.
A gennaio, proprio il giorno prima di iniziare gli allenamenti in Kings League con i BigBro di Moonryde, è arrivato un brutto infortunio alla spalla. In che modo la tua community e il fatto di continuare a registrare video tra le mura di casa ti hanno aiutato a superare un momento mentalmente così duro e a non perdere la motivazione?
L’infortunio alla spalla è stato uno dei momenti più difficili da quando sono sui social. È stato davvero duro accettare che sarei rimasto fuori per 3/4 mesi e che, di conseguenza, non avrei potuto giocare la Kings League. In quel momento mi è crollato il mondo addosso.
Proprio in quel periodo, però, i video mi hanno aiutato tantissimo a staccare la testa. Mi faceva strano registrare in casa invece che al campo, ma continuavo a ripetermi: “Se i numeri continuano a crescere nonostante tutto questo, allora vuol dire che sono forte davvero”. Ovviamente sono convinto che, senza l’infortunio, oggi avrei numeri ancora più alti, ma credo davvero che tutto faccia parte del processo.
In pochissimo tempo sei passato dal guardare i grandi eventi dietro uno schermo a parteciparvi da protagonista, stringendo partnership con brand mondiali come Adidas. C’è stato un momento preciso o un incontro con un personaggio che fino a poco tempo prima vedevi solo in TV in cui hai realizzato che la tua vita stava cambiando davvero?
Col tempo mi sto togliendo davvero delle grandi soddisfazioni. Essere invitato a eventi importanti e aver stretto partnership con brand come Adidas, Betwin360 e KopaEvents sono cose che, sinceramente, faccio ancora fatica a realizzare. Essendo entrato da poco in questo mondo, molte volte non mi rendo neanche conto di quello che sto vivendo.
Durante questi eventi ho avuto la possibilità di conoscere tantissimi influencer, cantanti e persone che fino a poco tempo fa vedevo solo sui social. Sono emozioni difficili da spiegare, davvero uniche. Però aspettiamo a parlare di “vita cambiata”, che ancora non ho capito che quando mi invitano agli eventi è tutto gratis e che devo mettere la storia su Instagram per ringraziarli. (ride)
Oggi i ragazzi ti fermano per strada per una foto o una chiacchierata e tu stesso dici che “questo è solo l’inizio”. Qual è il prossimo grande obiettivo o il sogno nel cassetto che “El Jefecito” vuole conquistare nel mondo dei contenuti legati al calcio?
Essere riconosciuto in giro penso sia la ciliegina sulla torta. È una sensazione incredibile, perché in qualche modo ripaga tutto l’impegno e il tempo che sto dedicando a questo percorso. Sinceramente non ho mai avuto un obiettivo preciso o un traguardo fisso da raggiungere. Sono uno che caratterialmente non si aspetta nulla, però sono consapevole delle qualità che ho e di quanto lavoro ogni giorno.
Il mio obiettivo personale, più che altro, è restare su quest’onda: dare sempre il massimo con impegno e dedizione, continuare a crescere di questo passo e di continuare a strappare un sorriso a chi mi segue e a chi si immedesima nei miei video. Detto questo però voglio ringraziare tutto il mio team, il mio videomaker Filippo De Simoni, perché é grazie anche a loro se questo percorso sta andando bene.
Nico sardi
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Redazione The Digital Moon
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