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Intervista a Sam: Dallo stereo Technics alla console di Tenerife

Intervista a Sam: Dallo stereo Technics alla console di Tenerife


Ciao Sergio, in arte Sam! Il tuo primo approccio con la musica è stato in famiglia, grazie a quello stereo Technics nel salone che passava Italo Dance e successi anni ’80 e ’90. In che modo quelle sonorità così ritmiche e nostalgiche influenzano i tuoi DJ set e le tue selezioni musicali di oggi?

Quello stereo ha influenzato profondamente la mia selezione e il mio modo di interpretare la musica durante i DJ set. In molti dei miei set si possono ascoltare sonorità, ritmiche e influenze house provenienti dagli anni ‘90, gli anni d’oro vissuti dai miei genitori. Questo mi permette di unire generazioni diverse: da chi quegli anni li ha vissuti in prima persona ai più giovani, che spesso riconoscono alcune tracce grazie alle tecnologie e ai social di oggi, capaci di far tornare virali brani degli anni ’90 e di farli riscoprire a un nuovo pubblico.


Il tuo percorso digitale è iniziato quasi per gioco grazie a tuo cugino e a VirtualDJ sul tuo primo portatile, fino ad arrivare alla prima vera console a 16 anni. Quanto è stato importante quel passaggio dalla sperimentazione al computer fino al controllo fisico della console per definire il tuo stile?

Quello è stato un cambiamento decisivo, ma anche drastico, perché se con la sola tastiera del computer alcune cose non riuscivo a farle, con la mia prima console potevo finalmente mettere in pratica tutto ciò che la mia immaginazione aveva già iniziato a creare ai tempi di VirtualDJ. Ricordo perfettamente quella console: una Hercules DJ MP3, priva di scheda audio integrata e dotata esclusivamente di controllo MIDI. Ho trascorso nottate e giornate intere a studiare la musica, sperimentando qualsiasi tipo di mix e mashup mi venisse in mente. È stato proprio in quel periodo che ho iniziato a sviluppare il mio stile e a trasformare la passione in qualcosa di sempre più concreto.


Trasferirsi a Tenerife quattro anni fa ha significato dover ricominciare tutto da capo in un paese nuovo. Quali sono state le sfide più grandi che hai affrontato per inserirti nella scena locale e come sei riuscito, nell’ultimo anno, a conquistare le prime importanti console dell’isola?

Attualmente sono in continua crescita, sia dal punto di vista personale che professionale come DJ. Oggi ho un contratto fisso in una delle location che considero tra le più belle ed esclusive dell’isola. Come ogni grande cambiamento, anche questo percorso è stato tutt’altro che semplice. Se si vuole migliorare costantemente e mantenere l’asticella sempre più in alto, servono determinazione, sacrificio e tanta costanza. E, perché no, anche un pizzico di fortuna. Credo però che la fortuna favorisca chi lavora ogni giorno con passione e non smette mai di credere nei propri obiettivi.


La nightlife di Tenerife è famosa per la sua energia e per un pubblico estremamente internazionale. Come adatti la tua musica per connetterti con persone che provengono da culture e background diversi, riuscendo comunque a trasmettere la tua identità?

Qui la gente apprezza molto la varietà dei generi musicali e questo rappresenta un grande vantaggio, soprattutto in un contesto internazionale. Non sono costretto a suonare brani in un’unica lingua, come ad esempio l’italiano, ma posso spaziare liberamente tra sonorità e vocals in francese, spagnolo, inglese e, perché no, anche in cinese. Questa libertà mi permette di creare set più dinamici e coinvolgenti, adattandomi a un pubblico eterogeneo e rendendo molto più ampia e stimolante la selezione dei brani.


Oggi ti trovi lontano dalla tua terra d’origine, ma guidato dalla stessa identica passione di quando eri bambino. Quali sono i tuoi prossimi obiettivi artistici a Tenerife e c’è un palco o un club in particolare in cui sogni di far ballare la pista nei prossimi mesi?

Il mio sogno non è semplicemente arrivare in cima o suonare nel miglior club di Tenerife. Il mio sogno va oltre, più in alto del Teide e persino oltre i limiti che oggi riesco a immaginare. Sono convinto che, se continuerò a seguire il mio percorso con passione, dedizione e determinazione, sarà proprio quel cammino a portarmi dove desidero arrivare. Sempre più in alto.


Intervista a Sam: Dallo stereo Technics alla console di Tenerife

Redazione The Digital Moon

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