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Intervista a Mattia: Dietro le quinte della notte

Intervista a Mattia: Dietro le quinte della notte


Ciao Mattia! Hai iniziato nel 2016 come PR per poi scoprire che la tua vera vocazione era stare dietro le quinte, a coordinare e pianificare. In che modo l’esperienza “in prima linea” a contatto diretto con il pubblico ha influenzato il tuo modo di progettare e curare i dettagli dei vostri eventi oggi?

Penso che partire come PR sia stata una delle esperienze più importanti che potessi fare. Mi ha permesso di capire davvero cosa cerca il pubblico, cosa funziona e cosa invece non lascia il segno. Essendo in mezzo alle persone impari ad ascoltare, a leggere le situazioni e a capire i dettagli che fanno la differenza. Con il tempo ho capito che il mio punto forte non era stare sempre in prima linea, ma costruire tutto quello che c’è dietro: la strategia, l’organizzazione, la comunicazione e il coordinamento del team. Oggi quando progetto un evento cerco sempre di mettermi nei panni del cliente, ma allo stesso tempo di curare ogni aspetto affinché tutto funzioni nel modo più fluido possibile.


Dalla collaborazione con il tuo socio Manu (ELNUMA) è nata Bandit Events, che dalle prime serate è già riuscita a espandersi in piazze competitive come Varese e Milano. Qual è stato il fattore chiave o l’intuizione nel vostro format che vi ha permesso di posizionarvi e farvi riconoscere in realtà così strutturate?

Credo che la differenza l’abbia fatta la mentalità. Fin dall’inizio non volevamo limitarci a organizzare una semplice serata, ma creare un marchio riconoscibile, con un’identità precisa e un’esperienza che le persone ricordassero. Abbiamo investito molto nell’immagine, nella comunicazione e nella qualità dell’organizzazione, cercando sempre di migliorare evento dopo evento. Ogni serata è stata un’occasione per imparare qualcosa. Questo ci ha permesso di crescere e di arrivare in piazze importanti dimostrando che anche una realtà giovane può lavorare in maniera professionale.


Guardando al futuro, avete l’ambizione di portare il brand all’estero, puntando a capitali della musica come Ibiza. Come vi state preparando per affrontare il mercato internazionale dell’intrattenimento notturno e quali credi siano le sfide più grandi in questo salto?

Per noi Ibiza rappresenta un simbolo, ma il vero obiettivo è costruire un’azienda che possa lavorare ovunque mantenendo gli stessi standard. Ci stiamo concentrando sulla creazione di processi interni solidi, sull’espansione della rete di collaboratori e sulla costruzione di un brand forte. Credo che la sfida più grande non sia organizzare un singolo evento all’estero, ma riuscire a esportare un metodo di lavoro e creare fiducia anche in mercati completamente diversi dal nostro. Sappiamo che servirà tempo, esperienza e tante collaborazioni, ma è un percorso che vogliamo affrontare passo dopo passo.


Il vostro obiettivo a lungo termine è creare una realtà capace di gestire un evento a 360 gradi, includendo una produzione artistica con un’etichetta discografica e potenziando i servizi di logistica e sicurezza privata “casa-evento-casa”. Come si integrano questi diversi rami aziendali per offrire un’esperienza d’intrattenimento che sia al tempo stesso esclusiva e sicura?

La nostra idea è molto semplice: offrire un unico punto di riferimento. Vogliamo che chi si affida a Bandit Events possa trovare tutto quello che serve per realizzare un evento, dall’organizzazione alla direzione artistica, dalla promozione fino alla logistica e alla sicurezza.

In futuro vorremmo sviluppare anche una nostra etichetta discografica per valorizzare nuovi artisti e creare contenuti originali, oltre a rafforzare il servizio di trasporto e sicurezza per garantire un’esperienza completa, dal momento in cui una persona esce di casa fino al suo rientro. Per noi intrattenimento significa anche responsabilità: vogliamo che le persone si divertano sapendo di essere in un ambiente organizzato e sicuro.


Fuori dal lavoro trovi la tua ricarica nello sport, nelle auto e nella montagna. Quanto la disciplina che richiedono gli sci in inverno o la precisione del mondo ingegneristico delle automobili ti aiutano a mantenere la concentrazione e la determinazione necessarie per gestire i problemi creativi e logistici della tua azienda?

Lo sport mi ha insegnato che i risultati arrivano solo con costanza e disciplina. Non basta avere una buona idea: bisogna lavorarci ogni giorno. Per quanto riguarda le auto, oltre alla passione per l’ingegneria e per la cura dei dettagli, c’è una cosa che mi è sempre piaciuta più di tutte: andare forte. Mi affascinano le prestazioni, l’adrenalina e tutto quello che c’è dietro allo sviluppo di un’auto ad alte performance. Ovviamente sempre nei contesti giusti e in sicurezza, ma è una passione che mi accompagna da sempre e che alimenta la mia curiosità per il mondo dei motori.

La montagna, invece, è il posto dove riesco davvero a staccare la mente. Mi aiuta a ricaricarmi e spesso è proprio lontano dal caos che nascono le idee migliori. Sono passioni diverse tra loro, ma tutte mi hanno insegnato qualcosa che oggi porto nel mio lavoro: disciplina, precisione, sangue freddo e la voglia di spingermi sempre un passo oltre.

Ig: @il.marchese.bernasconi


Intervista a Mattia: Dietro le quinte della notte

Redazione The Digital Moon

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