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Intervista a Martina: Tra i banchi e la pista

Intervista a Martina: Tra i banchi e la pista


Stai affrontando i giorni intensi della maturità al liceo scientifico a indirizzo sportivo e, contemporaneamente, continui a correre con l’Atletica Valle Brembana. Quali sono stati i tuoi segreti a livello di organizzazione quotidiana per riuscire a eccellere sia nello studio che sulla pista?

Alla base ci sono organizzazione e ottimizzazione del tempo, ma il vero segreto sono la determinazione e la passione. Per raggiungere gli obiettivi che desidero davvero, sono sempre stata abituata a fare sacrifici e a impegnarmi al massimo, ma non l’ho mai vissuto come un peso perché ci ho sempre messo il cuore. Non ho mai voluto dimostrare nulla a nessuno: semplicemente cerco di dare il massimo per realizzare i miei sogni. Per questo ogni sforzo che faccio è, prima di tutto, per me stessa.


Vivi e ti alleni a Zogno, immersa nella natura della Val Brembana. Quanto ha influito l’ambiente in cui sei cresciuta nel darti la serenità e la carica necessarie per affrontare i momenti più impegnativi della tua doppia carriera di studentessa e atleta?

Mi sono sempre ritenuta molto fortunata a vivere a Zogno, in Valle Brembana. Sono immersa nella natura ma, a pochi passi da casa, ho tutto ciò di cui ho bisogno: la scuola, il campo di atletica e una magnifica pista ciclopedonale che si estende per chilometri lungo il fiume Brembo, dove correre o passeggiare è davvero rilassante e aiuta a liberare la mente. Inoltre, non ho mai dovuto affrontare lunghi spostamenti in auto o con i mezzi pubblici per svolgere le mie attività quotidiane, e questo ha sicuramente contribuito molto al mio benessere psicologico.


Molti ragazzi della tua età a volte rinunciano allo sport per paura di non riuscire a stare al passo con la scuola. Qual è il consiglio più importante che ti senti di dare alle future generazioni di studenti-atleti che hanno paura di non farcela?

Alle future generazioni di studenti-atleti posso soltanto consigliare di insistere. È facile dire “non ce la faccio” e mollare, magari senza averci provato davvero o senza aver dato tutto quello che si poteva dare. Se avete un obiettivo in cui credete veramente, lottate per raggiungerlo e non smettete mai di crederci. Quando il gioco si fa duro bisogna stringere i denti, perché gli sforzi prima o poi ripagano sempre. Serve tempo, serve pazienza. Le cadute saranno tante, ma trovate sempre la forza di rialzarvi e ripartire.


Nelle tue parole c’è un invito chiaro a “non spaventarsi assolutamente della fatica”. Cosa rappresenta per te la fatica, sia nello sport che nello studio, e come si fa a trasformarla in energia positiva per raggiungere i propri obiettivi?

La fatica, per me, è sempre stata un segno di forza. È come il mare che continua a infrangersi sugli scogli senza fermarsi mai. Fare fatica è la base di tutto: senza fatica non si va da nessuna parte. Quando l’ho capito, ho imparato ad amare la fatica e oggi farla mi fa sentire appagata, fiera di me stessa. Per me è la dimostrazione concreta di quanto credo nei miei obiettivi.


Ora che il percorso del liceo si sta per concludere, si apre un nuovo capitolo. Quali sono i tuoi sogni e i tuoi progetti futuri, sia dal punto di vista universitario che per quanto riguarda la tua crescita nell’atletica leggera?

In futuro vorrei continuare a fare le cose che amo: studiare e correre. Ho scelto di iscrivermi al corso di Biologia presso l’Università dell’Insubria, a Varese, nel mentre continuerò ad allenarmi e a gareggiare per l’Atletica Valle Brembana. Il mio obiettivo è crescere sia dal punto di vista accademico sia come atleta, continuando a inseguire con entusiasmo i miei sogni.

Martina Ghisalberti


Intervista a Martina: Tra i banchi e la pista

Redazione The Digital Moon

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