Intervista a Laura: Accademia del v*affanculo
Intervista a Laura: Accademia del v*affanculo
Cosa significa per te “stare meglio” nella vita di tutti i giorni?
Stare meglio, per me, non è un concetto astratto o motivazionale. È qualcosa che si vede e si sente. Lo vedo nel corpo delle persone, nella postura, nel respiro, nel modo in cui entrano nello studio. Stare meglio significa smettere di vivere in compressione. Compressione fisica, emotiva, mentale.
Significa avere meno tensione nel corpo e meno peso nella testa. Dire meno “devo” e più “scelgo”. Significa vivere una vita che non ti stringe. Perché la verità è questa: la maggior parte delle persone non sta male per caso… sta male perché si adatta troppo.
In che modo il tuo percorso come mamma e professionista ha influenzato il tuo approccio al benessere?
Essere mamma e massofisioterapista mi ha insegnato una cosa fondamentale: il corpo non mente mai. Puoi raccontarti quello che vuoi, puoi reggere per anni… ma poi il corpo presenta il conto. Nel mio lavoro vedo persone che arrivano per un dolore fisico, ma dentro portano molto di più: stanchezza, frustrazione, mancanza di spazio, incapacità di dire no.
Diventare mamma mi ha fatto capire quanto sia facile mettersi all’ultimo posto. Essere professionista mi ha fatto vedere quanto questo, nel tempo, si paga. Per questo il mio approccio è diventato sempre più completo: non mi interessa “aggiustare un muscolo”. Mi interessa aiutare una persona a non rompersi più nello stesso punto.
Perché hai deciso di fondare l’Accademia del Vaffanculo e cosa rappresenta per te?
L’Accademia del Vaffanculo è nata proprio da lì. Dal rendermi conto che molte persone non avevano bisogno solo di un trattamento… ma di un cambiamento. Di imparare a dire basta, mettere confini infine smettere di sopportare tutto.
È un modo diverso di “curare”. Non solo il corpo, ma anche tutto quello che lo porta a stare male. Non è rabbia, non è aggressività. Lucidità, consapevolezza. È scelta. Per me rappresenta un passaggio: da subire la propria vita… a guidarla.
Come aiuti concretamente le persone a migliorare la loro salute e qualità di vita?
Parto sempre da ciò che è reale: il corpo. Lavoro con trattamenti, ascolto, osservazione. Ma non mi fermo lì. Aiuto le persone a collegare quello che sentono fisicamente con come stanno vivendo. Perché spesso il dolore è solo l’ultimo segnale di qualcosa che va avanti da anni. Utilizzo esercizi pratici, momenti di consapevolezza, piccoli cambiamenti concreti. Niente cose complicate. Ma cose vere. Il mio lavoro è portare le persone fuori dall’automatismo. Perché finché vivi in automatico, continui a farti male nello stesso modo.
Che ruolo hanno il tuo team e il Network Marketing nel diffondere questo cambiamento?
Il Network Marketing, per me, è stato una svolta personale enorme. Mi ha curata da una dipendenza che avevo normalizzato: quella dal tempo. Dal dover essere sempre presente, sempre lì, sempre a lavorare. Mi ha dato la possibilità di respirare, di crescere, di vedere un altro modo di lavorare. All’interno di questo percorso, oggi lavoro anche con la diffusione di un dispositivo medico, che rappresenta un’estensione concreta del mio modo di prendermi cura delle persone. Non è solo business: è una visione. È portare strumenti utili, accessibili e applicabili nella vita quotidiana, che possano accompagnare le persone nel loro percorso di benessere.
Il Network Marketing è uno strumento potentissimo, ma proprio perché parti a zero costi… è anche facile perdersi. Serve visione. Serve disciplina. Serve un obiettivo chiaro: la libertà. Il lavoro di squadra, l’esperienza, la vendita, il confronto… sono tutte cose che ti fanno crescere come persona prima ancora che come professionista. Il mio team è questo: un ambiente dove non si impara solo a lavorare, ma a evolvere. E quando una persona evolve… cambia tutto.
Laura Gaiga
Intervista a Laura: Accademia del v*affanculo
Redazione The Digital Moon
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