Intervista a Eleonora: Modella e Multitasking
Intervista a Eleonora: Modella e Multitasking
Cosa ti ha spinto a scegliere biotecnologie come campo di studio e cosa ti affascina di più in questo settore?
Ho scelto questo percorso perché sono sempre stata affascinata dalla medicina, ma non sarei mai riuscita a stare a contatto diretto col paziente a causa della mia forte empatia e suscettibilità. Inoltre penso che la ricerca sia importantissima, perché non è importante solo curare il paziente, quanto più prevenire la causa scatenante la sua patologia per evitare la sua sofferenza dal principio. Ma le biotecnologie mediche permettono di fare ambedue le cose: curare (sviluppare farmaci innovativi) e indagare sulla causa della malattia al fine di prevenirla.
Come è nata in te la passione per il volontariato e quali esperienze ti hanno particolarmente colpita?
La mia passione per il volontariato è nata senza una ragione precisa o una causa scatenante: semplicemente mi sento bene a fare del bene.
Ho iniziato facendo la volontaria in pubblica assistenza e ad oggi sono ancora soccorritrice volontaria in Croce Bianca, oltre che donatrice di sangue AVIS e volontaria ADMO.
Credo fare del bene e aiutare il prossimo sia la più bella soddisfazione: quando le persone ti guardano negli occhi e ti dicono grazie.
“Il mio tempo per la tua vita”.
È un piccolo gesto che non costa tanto, ma vale moltissimo per chi è meno fortunato di noi.
Quali sfide hai incontrato nella tua carriera come modella, e come le hai affrontate?
Nel corso della mia carriera ho ricevuto tantissimi no e tantissime porte in faccia, specialmente prima del mio intervento al naso. Tante volte mi sono un po’ buttata giù, ma non ho mai visto una porta in faccia come un fallimento, bensì una spinta per fare meglio. Fallire è rimanere laddove si è caduti.
L’importante non è quante volte sei caduto, ma quante volte ti sei rialzato. Mai rinunciare ai tuoi sogni.
Riesci a raccontarci un momento memorabile della tua esperienza alla fashion week?
Mi ricordo che per la MFW SS26 sfilavo per una stilista che aveva ben 10 capi, ma solo 2 modelle. È stato veramente una corsa contro il tempo: avevo 4 persone che mi cambiavano alla velocità della luce. Molto adrenalinico ma davvero molto emozionante.
Qual è il tuo approccio all’equilibrio tra la vita accademica e il lavoro come modella?
Do sempre la priorità allo studio. Quello che però mi aiuta a ritagliarmi più tempo è studiare a casa da sola senza frequentare le lezioni. Questo mi permette di lavorare anche nella moda.
Quali sono le attività che fai in palestra per mantenerti in forma e come influenzano il tuo umore?
Cerco di andare in palestra almeno 4 volte: 2 volte a settimana faccio pesi alle braccia, mentre le altre 2 faccio addominali e 5/7 km di camminata veloce al tapis roulant.
Questo mi consente di essere forte, ma al contempo di non ingrossare troppo i muscoli dei glutei perché ahimè devo stare entro i 90 cm di circonferenza fianchi ed è davvero difficile.
Ad ogni modo sento proprio il bisogno di andare in palestra per scaricare tutte le tensioni. Molto spesso mi capita di entrare scarica, con 0 voglia e 0 energie e irritata, per poi uscire euforica e piena di energie. Il potere delle endorfine!
Hai un posto speciale che ti piace visitare quando viaggi? Cosa ti attrae di quel luogo?
Il mio posto speciale è il mare… ovunque io sia. Sento come un richiamo, la sindrome di Poseidone alcuni la chiamano.
Sono nata e cresciuta in una città di mare, e dopo un po’ di tempo che non lo vedo, sento profondamente la mancanza. Cerco sempre di programmare i viaggi in un posto in cui sia presente.
Come riesci a gestire le tue aspettative e il tuo perfezionismo nella vita quotidiana?
È davvero molto difficile gestire le mie aspettative e soprattutto il mio perfezionismo.
Infatti purtroppo molto spesso mi faccio prendere dall’ansia. Pretendo troppo da me stessa e non mi concedo di fare errori e questo mi porta ad avere l’ansia di non eccellere in tutto quello che faccio.
Hai qualche consiglio per chi desidera intraprendere una carriera nella moda o nel volontariato?
A chi vuole intraprendere un percorso nella moda consiglio di non abbattersi MAI per una porta in faccia o per un no: non si può piacere a tutti e l’industria della moda è molto complicata. Non sarà quel no a definirti perché la tua bellezza è la tua essenza interiore.
A chi vuole intraprendere un percorso nel volontariato dico solo: buttatevi! Buttatevi a capofitto e vi renderete conto quanto è bello fare del bene e aiutare il prossimo. Vi riempie il cuore e l’anima.
Cosa sogni di realizzare nel futuro, sia nel tuo campo professionale che personale?
In futuro mi piacerebbe continuare a lavorare nella moda, soprattutto sfilate. Contemporaneamente vorrei buttarmi anche sul cinema perché mi piace molto recitare.
Ovviamente in tutto ciò sono anche scienziata, e continuerò a studiare per lavorare come biotecnologa medica.
Dopo la magistrale ambisco ad entrare in specializzazione in patologia clinica, o in alternativa fare un PhD in medicina traslazionale: vedremo dove mi porterà il vento!
Ad ogni modo, al termine dei (lunghissimi) anni di studio, mi piacerebbe lavorare in ambito ospedaliero sia per fare diagnostica, sia per sviluppare terapie innovative in ambito medico.
Intervista a Eleonora: Modella e Multitasking
Redazione The Digital Moon
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