Crescita personaleInterviste

Intervista a Selene navarra: Coaching e mentoring

Intervista a Selene navarra: Coaching e mentoring

Cosa ti ha portata a unire spiritualità e materialità in un approccio così innovativo?

Innanzitutto ti ringrazio per questa domande, perché mi permettono di condividere una parte fondamentale del mio percorso. Credo profondamente che la vita non sia fatta di estremi: da un lato una spiritualità esasperata, che rischia di allontanarci dalla concretezza, e dall’altro una materialità vissuta senza consapevolezza, che ci rende schiavi di ciò che possediamo. La chiave, per me, è sempre stata l’equilibrio.

Ho scelto di unire spiritualità e materialità perché sono due dimensioni inseparabili: lo spirito ci guida, ci dona visione, significato e connessione; la materia ci offre gli strumenti per rendere reale quella visione, per concretizzare i nostri desideri e vivere un’esperienza terrena completa. Quando impariamo a integrare queste due forze, smettiamo di fuggire dalla vita e iniziamo a viverla pienamente, in linea con ciò che siamo davvero e con ciò che vogliamo realizzare.

Questo approccio innovativo nasce proprio dalla mia esperienza personale e professionale: ho visto quanto sia limitante scegliere solo una delle due strade. La spiritualità senza radici nella materia rischia di restare un’illusione; la materialità senza spirito perde di significato e diventa vuota. Invece, l’unione dei due mondi crea una sinergia potentissima, che ci permette non solo di evolvere interiormente, ma anche di costruire risultati tangibili nella nostra vita quotidiana.

In che modo la Matrice del Destino rivela talenti nascosti e potenzialità spesso ignorate?

La Matrice del Destino non è semplicemente un calcolo numerologico: è una mappa interiore che fonde antiche conoscenze e scienze olistiche, capace di restituirci un quadro chiaro dei nostri talenti naturali, delle nostre potenzialità inespresse e dei blocchi che ci condizionano. Non si tratta soltanto di capire chi siamo, ma di riconoscere ciò che ci ostacola davvero: paure, schemi ripetitivi, condizionamenti familiari e programmi karmici che spesso si tramandano di generazione in generazione, influenzando relazioni, lavoro, denaro e perfino la salute.

Un professionista serio, però, non si limita a “leggere” e decodificare questa mappa, come purtroppo accade con molte finte operatrici olistiche e cosiddette fuffaguru. La vera differenza sta nell’utilizzo della Matrice del Destino come strumento di consapevolezza e punto di partenza. È da lì che inizia un percorso di trasformazione: identificati i blocchi, bisogna poi scioglierli e superarli con metodi e pratiche mirate.

Personalmente, integro la Matrice con diversi approcci, che scelgo in base alla persona che ho davanti. Possono essere tecniche di coaching, letture akashiche, coaching tarologico, pratiche meditative e di respirazione, aromaterapia, visualizzazioni guidate, rituali di mindset o altri strumenti olistici. L’obiettivo è sempre lo stesso: aiutare la persona a liberarsi dalle credenze limitanti, trasformare le paure, sciogliere i nodi energetici e uscire da schemi ripetitivi che la bloccano.

Questo lavoro permette di trasformare la semplice comprensione in azione concreta. La Matrice del Destino diventa quindi un mezzo, non un fine: ci indica la strada, ma il viaggio lo si compie passo dopo passo, con strumenti pratici e personalizzati che portano alla realizzazione dei propri obiettivi e a una vita vissuta in pieno allineamento con la propria essenza.

La Rosa del Destino integra diverse scienze olistiche: puoi raccontarci come funziona e quali trasformazioni può innescare?

La Matrice del Destino è come una radiografia interiore: ci mostra la struttura energetica della nostra vita, mettendo in evidenza talenti, potenzialità, blocchi, debiti karmici e programmi ancestrali che influenzano le nostre scelte e i nostri schemi di vita. È uno strumento di consapevolezza, utile per comprendere chi siamo e quali dinamiche ci condizionano.

La Rosa del Destino, invece, va oltre: non si limita a decodificare, ma integra diverse scienze olistiche, archetipi e pratiche di coaching, trasformandosi in un vero e proprio percorso di crescita e trasformazione. Se la Matrice ci dice “Ecco dove sei bloccato e perché”, la Rosa ci mostra “Ecco come puoi sbocciare e trasformare quei blocchi in forza vitale”.

Io, in particolare, utilizzo la Rosa del Destino come base per un coaching tarologico: un approccio unico in cui unisco materia e spirito per guidare la persona attraverso un vero percorso di mentoring. In questo modo non ci limitiamo a leggere i blocchi, ma lavoriamo attivamente per superarli, trasformarli ed evolvere, con strumenti pratici e personalizzati.

Spesso integro la Rosa del Destino con un altro mio metodo numerologico, il Triangolo della Fortuna. Questo strumento ci permette di comprendere tre punti fondamentali: qual è il nostro vero obiettivo, quali sono le credenze limitanti che ci impediscono di raggiungerlo e quali azioni concrete possiamo mettere in atto per realizzarlo. Utilizzato insieme alla Rosa del Destino, diventa un binomio potentissimo, perché unisce la visione d’insieme con una guida pratica e mirata.

In questo modo, il percorso non resta solo teorico: diventa un processo concreto, unendo spiritualità e materialità, consapevolezza e azione, fino a guidare la persona a raggiungere i propri obiettivi in modo chiaro e strutturato.

In sintesi: la Matrice del Destino è la mappa, la Rosa del Destino è il viaggio, e con il Triangolo della Fortuna tracciamo la rotta che ci porta esattamente dove vogliamo arrivare.

Come rispondi a chi vede la numerologia solo come una curiosità e non come uno strumento concreto di crescita personale e professionale?

Sicuramente la numerologia può essere vissuta anche come semplice curiosità: c’è chi la utilizza in modo leggero, un po’ come un gioco, ed è comprensibile. Ma la verità è che dietro questa disciplina c’è molto di più. La numerologia ha radici antichissime, affonda le sue basi nelle grandi tradizioni sapienziali e filosofiche, ed è stata studiata da culture che vedevano nei numeri il linguaggio attraverso cui l’universo comunica. Basti pensare al numero zero, che non rappresenta solo una cifra, ma il concetto stesso di divinità, di origine, di inizio del tutto.

I numeri sono ovunque: regolano il tempo, la musica, la natura, il cosmo. Ci circondano e ci guidano costantemente, anche se spesso non ce ne rendiamo conto. Per questo considero la numerologia non una semplice curiosità, ma le fondamenta stesse della nostra esistenza. Attraverso i numeri possiamo leggere chi siamo, quali energie ci caratterizzano, quali sfide siamo chiamati a superare e quale percorso di vita siamo destinati a intraprendere.

Personalmente, la trovo un mezzo potentissimo: uno strumento pratico e concreto che ci aiuta a fare chiarezza, a prendere decisioni più consapevoli e ad allinearci con ciò che desideriamo davvero. In ambito personale ci permette di conoscerci in profondità e superare blocchi interiori; in ambito professionale diventa una bussola per capire talenti, vocazioni e strategie di crescita.

Quindi sì, la numerologia può anche essere vista come un gioco o una curiosità, ma se la si studia e la si applica con metodo, si rivela un linguaggio universale capace di guidarci concretamente verso una vita più consapevole, equilibrata e realizzata.

Qual è stato il momento più significativo della tua carriera, quello che ti ha fatto capire che il tuo metodo funziona davvero?

Il momento più significativo della mia carriera l’ho riconosciuto nelle reazioni autentiche delle persone che ho accompagnato: nei messaggi vocali pieni di emozione, nelle mail e negli audio in cui la voce si spezza per la commozione, nelle testimonianze in cui mi dicono “grazie” con tutta l’anima. Spesso ho offerto il mio lavoro anche gratuitamente, non per marketing ma perché sentivo che qualcuno aveva bisogno di essere ascoltato e guidato; e ricevere in cambio la riconoscenza sincera — “mi hai dato importanza”, “nessuno mi aveva mai aiutato così” — è stato più rivelatore di qualsiasi dato o risultato numerico

Quei ringraziamenti, quelle frasi semplici come “sei un angelo” o “sei un dono”, mi hanno fatto capire che il mio metodo non è teoria: funziona nella vita reale, produce trasformazioni concrete. È in quel momento che ho compreso profondamente che il mio lavoro è la mia missione: non perseguire la fama o il profitto, ma accompagnare le persone a riscoprire sé stesse e a ricostruire la propria vita in allineamento con la loro verità.

Offrendo una “percentuale ipotetica del futuro”, come aiuti le persone a prendere decisioni importanti senza paura o indecisione?

Molte volte utilizzo un metodo che chiamo “ipotesi del futuro”, che si basa sul concetto che il futuro non è fisso, ma fatto di possibilità. Attraverso questa tecnica mostro alle persone tre linee ipotetiche:

La linea continua: rappresenta circa il 60% delle probabilità. È la proiezione della vita così com’è, senza cambiamenti, la naturale conseguenza delle scelte attuali e del “qui e ora”.

La linea del cambiamento: circa il 30% delle probabilità. È la strada che la persona potrebbe imboccare se decidesse di fare una scelta diversa, affrontando il nuovo con coraggio.

La linea residuale: la percentuale più bassa, circa il 10%. Rappresenta l’ipotesi meno desiderata, quella che la persona quasi mai vorrebbe davvero scegliere.

Quello che accade è molto interessante: nel 90% dei casi le persone eliminano subito l’ipotesi più bassa, riconoscendola come non in linea con i propri desideri. In quel momento, le probabilità delle altre due linee si trasformano. Ad esempio, la linea del cambiamento può passare dal 30% al 40%, mentre la linea continua dal 60% al 55%.

E qui avviene la vera magia: ogni volta che la persona compie azioni mirate e concrete verso l’obiettivo desiderato — anche solo parlarne, prendere una decisione, fare un piccolo passo — la percentuale della linea del cambiamento cresce ancora. Quello che prima era un’ipotesi, diventa sempre più la realtà possibile.

In questo modo aiuto le persone a comprendere che le scelte non vanno temute, ma coltivate. Mostrare le probabilità non serve a condizionare, ma a dare consapevolezza: se oggi una possibilità sembra lontana, può diventare concreta e prevalente semplicemente attraverso azioni costanti e scelte mirate. È così che l’ipotesi si trasforma in realtà.

Quali tipi di blocchi o credenze limitanti incontri più spesso e come li trasformi in risorse durante i tuoi percorsi?

Quasi sempre, i blocchi e le credenze limitanti che incontro non hanno nulla a che fare direttamente con i soldi, ma con due grandi aree fondamentali: gli obiettivi personali e l’amore.

Nel primo caso, ci sono persone che non riescono a raggiungere i propri obiettivi perché tendono a procrastinare. Hanno talento, hanno idee, ma rimandano continuamente, come se mancasse loro la disciplina interiore necessaria per trasformare i sogni in azioni concrete. Attraverso la Matrice del Destino e la Rosa del Destino emergono spesso energie specifiche che rivelano questa tendenza, e qui entra in gioco il coaching tarologico, che diventa uno strumento potentissimo: aiuta a disciplinare la mente, a ripulire i pensieri da distrazioni e paure, e a creare un mindset focalizzato che permette di avanzare passo dopo passo verso i propri obiettivi.

Nel secondo caso, incontro spesso persone bloccate da schemi affettivi disfunzionali: relazioni che si ripetono sempre uguali, insoddisfacenti o dolorose. È la classica situazione della persona che non si chiede perché continua ad attrarre lo stesso tipo di partner, ma spera che “torni” qualcuno che in realtà non le fa bene. Dietro queste dinamiche, spesso, ci sono programmi familiari e memorie ancestrali: schemi visti nei genitori, nei nonni, negli zii, che inconsciamente vengono riproposti. Con le costellazioni familiari e con la Matrice del Destino è possibile identificare queste energie e comprendere che il vero blocco non è “l’altro”, ma l’assenza di amore verso se stessi.

Il lavoro che faccio consiste nel trasformare questi blocchi in risorse. Nel caso della procrastinazione, insegno a usare disciplina e focus come strumenti di crescita; nel caso delle relazioni, guido la persona a riscoprire l’autostima e l’amore per sé, così da attrarre legami sani e non più schemi ripetitivi. In entrambi i casi, l’obiettivo è lo stesso: liberare le persone dalle catene invisibili che le tengono ferme, aiutandole a riscrivere la loro vita in modo consapevole e autentico.

La tua visione prevede la nascita di una Scuola di Numerologia: quale sarà la sua missione principale e cosa renderà unica la tua formazione?

La mia visione non è semplicemente quella di una scuola, ma di una vera e propria Accademia di Numerologia, un luogo che non si limita a formare professionisti, ma che diventa un punto di riferimento per chi desidera intraprendere un percorso di crescita personale e spirituale autentico. L’Accademia Numerica esiste già, ma il progetto che ho in mente è molto più ampio, con una prospettiva globale che passo dopo passo intendo realizzare.

La missione principale sarà diffondere la numerologia in maniera seria, etica e trasformativa, unendola ad altre scienze olistiche e strumenti pratici per accompagnare le persone nella vita quotidiana. Voglio trasmettere conoscenza, ma soprattutto consapevolezza: insegnare a leggere i numeri non come semplici simboli, ma come chiavi per comprendere sé stessi e riscrivere la propria storia.

Ciò che renderà unica la mia formazione sarà la fusione tra spiritualità e materialità. Credo che non ci debba essere contrapposizione tra questi due mondi: la spiritualità dà significato, la materialità dà concretezza. Troppo spesso ho visto persone utilizzare queste discipline solo per fare marketing o, peggio ancora, per lucrare sulle difficoltà altrui. Questo è ciò che più mi addolora e che mi ha fatto spesso pensare di smettere. Ma proprio qui sta la differenza: nella mia Accademia ci sarà equilibrio, un vero dare e ricevere, perché credo che il sapere non debba mai essere strumentalizzato, ma condiviso con integrità.

Devo molta gratitudine alla mia insegnante, Irina, che mi ha trasmesso questo principio fondamentale: non si tratta di regalare tutto né di vendere a tutti i costi, ma di saper dare valore con equilibrio e responsabilità. Questo sarà il pilastro della mia Accademia.

Il mio sogno è che l’Accademia diventi non solo un centro di formazione, ma anche una rete di anime luminose che, imparando e trasformando sé stesse, possano a loro volta illuminare altre persone, creando una catena globale di consapevolezza e crescita. Non mi pongo limiti geografici: voglio che il messaggio arrivi oltre i confini italiani e che la numerologia diventi una lingua universale di connessione e trasformazione.

In futuro immagino anche che l’Accademia possa espandersi in più direzioni: non solo corsi e percorsi certificati, ma anche uno shop dedicato con materiali, strumenti e risorse selezionate, affinché ogni studente e ogni persona che si avvicina a questo mondo possa avere a disposizione ciò che serve per il proprio cammino.

In definitiva, la mia missione è aiutare, aiutare, aiutare. Aiutare le persone a conoscersi, ad evolvere, a superare i propri blocchi, a realizzarsi professionalmente e spiritualmente. Se io riesco ad aiutare qualcuno a riscoprire la propria luce, quella persona a sua volta potrà accendere la luce in qualcun altro, e così via, creando una rete infinita di trasformazione e speranza.

In che modo il tuo metodo aiuta concretamente le persone a raggiungere obiettivi professionali oltre che personali?

Il mio metodo aiuta concretamente le persone a raggiungere i loro obiettivi perché non si limita a dare una spiegazione teorica o a restare sul piano spirituale, ma diventa un percorso pratico e trasformativo. Attraverso strumenti come la numerologia, la Matrice del Destino, la Rosa del Destino e il Triangolo della Fortuna, accompagno le persone prima di tutto a fare chiarezza su ciò che desiderano davvero. Sembra banale, ma in realtà è uno dei passi più complessi: spesso crediamo di volere qualcosa solo perché la società, la famiglia o le esperienze del passato ci hanno portato a pensarlo. Invece, quando ci fermiamo ad ascoltarci in profondità, scopriamo che i nostri obiettivi autentici possono essere molto diversi.

Una volta compreso qual è il vero traguardo, emergono inevitabilmente i blocchi: credenze limitanti, schemi ripetitivi, paure, mancanza di fiducia o di disciplina. Qui inizia la parte più importante, perché il mio lavoro non è quello di fermarmi a dire “ecco i tuoi blocchi”, ma di accompagnare la persona a scioglierli. È qui che unisco coaching tarologico, mindset, meditazioni guidate, tecniche olistiche e spirituali, affinché la persona impari a trasformare quelle stesse fragilità in risorse.

E i risultati si vedono sia nella vita personale che in quella professionale. Quando una persona impara a conoscersi e ad allinearsi con la propria missione, diventa più sicura delle sue scelte, smette di procrastinare, prende decisioni con lucidità e inizia a riconoscere e valorizzare i propri talenti. Questo si riflette nel lavoro, dove riesce a muoversi con più determinazione, ad aprirsi a nuove opportunità, a migliorare i rapporti professionali e persino ad attrarre nuove possibilità economiche.

In fondo, ciò che faccio è accompagnare le persone a passare dalla teoria alla pratica, dall’idea all’azione. Non basta sapere quali energie ti accompagnano: serve imparare a viverle, a incarnarle, a usarle come forza propulsiva per creare la vita che desideri. È questo che rende il mio metodo efficace: la fusione tra spiritualità e concretezza, tra introspezione e azione quotidiana, che porta le persone non solo a capire chi sono, ma anche a realizzarsi pienamente, nella vita privata come in quella professionale.

Il tuo motto dice: “Nulla è al caso. Se sei qui, un motivo ci deve essere.” — quale significato profondo porta per te questa frase e per chi sceglie di affidarsi al tuo coaching?

“Nulla è al caso. Se sei qui, un motivo ci deve essere.” Per me questa frase non è solo uno slogan: è la sintesi di anni di incontri, testimonianze e trasformazioni. L’ho capita davvero attraverso le persone che ho accompagnato — quelle che, in momenti di grande fragilità, mi hanno scritto con la voce rotta dalla gratitudine dicendomi: “Non è possibile, sei arrivata proprio quando ne avevo bisogno”. Quelle parole mi hanno confermato che gli incontri che cambiano la vita non sono coincidenze vuote, ma fili di senso che si intrecciano quando siamo pronti a ricevere.

Questo motto racchiude due verità fondamentali. La prima è che la vita ha una sua intelligenza e che gli eventi — anche quelli più dolorosi — spesso servono a metterci davanti a ciò che dobbiamo lavorare, guarire o riscoprire. La seconda è che la presenza di una persona, di un metodo o di un’occasione al momento giusto è un invito all’azione: non per vivere passivamente il destino, ma per prenderne la responsabilità e trasformarlo.

Per chi sceglie di affidarsi al mio coaching, “Nulla è al caso” significa accogliere il proprio percorso come qualcosa di prezioso e significativo. Vuol dire smettere di cercare colpevoli fuori e cominciare a interrogarsi con onestà: “Perché questo accade proprio a me? Cosa posso imparare? Quale passo concreto posso fare ora?”. Questo cambio di domanda sposta la persona dal ruolo di vittima a quello di creatore consapevole.

Nel lavoro pratico, il motto diventa una bussola. Quando analizziamo una Matrice, una Rosa o un Triangolo della Fortuna, non interpretiamo i segnali come predizioni immutabili, ma come indicazioni che ci mostrano dove concentrare l’attenzione e quali azioni mettere in campo. Sapere che “sei qui per un motivo” dà coraggio: aiuta a dichiarare i propri obiettivi, a scegliere con chiarezza e a muoversi con responsabilità, sapendo che ogni passo ha un senso nel grande disegno della propria vita.

Infine, questo principio crea fiducia e profondità nel rapporto di coaching. Chi arriva da me sa che non è un numero in più in una lista: è un incontro che ha valore, dignità e scopo. E sapere che il proprio cammino non è casuale ma carico di significato dà alle persone la forza di impegnarsi con costanza, di perseverare anche quando la strada è difficile e di trasformare le ferite in risorse.

In poche parole: “Nulla è al caso” è la promessa che offro — una promessa di ascolto, di senso e di accompagnamento concreto verso una vita più allineata e piena. Se sei qui, allora iniziamo insieme a comprendere perché, e a costruire passo dopo passo quello che sei venuto a realizzare.


Intervista a Selene navarra: Coaching e mentoring

Redazione The Digital Moon

Social The Digital Moon | Leggi altri articoli qui.

https://www.instagram.com/thedigitalmoon

Intervista a Selene navarra: Coaching e mentoring