Recensione di L’Archivio delle Memorie Perdute di Giovanni Logli
Recensione di L’Archivio delle Memorie Perdute di Giovanni Logli
In una Matera sospesa tra storia e mistero, tra grotte millenarie e silenzi che parlano, si apre il sipario su una storia che unisce sogno, visione e riscoperta. Lorenzo ed Elisabetta sono fratello e sorella, ma qualcosa tra loro si è incrinato. Non litigano, non si odiano, ma sentono una distanza crescente, come se vivessero vite parallele. E non solo tra loro: anche con se stessi. Lorenzo ha vuoti di memoria sempre più frequenti, giorni interi in cui non riesce a ricostruire. Alcune settimane sembrano addirittura essere evaporate. Elisabetta, invece, si sente estranea alla propria quotidianità, come se stesse recitando una farsa che non le appartiene.
Nel caos delle loro esistenze accade qualcosa di inspiegabile. In momenti diversi, in luoghi diversi, entrambi vivono la stessa visione: una chiesa rupestre abbandonata, un affresco sbiadito, una donna con un vaso di cristallo tra le mani. E quelle parole, apparse nella loro mente come se qualcuno le avesse sussurrate da vicino: «Ciò che è dimenticato non è perduto. Cerca l’Archivio». Collegati, ma al tempo stesso divisi.
L’unione dei due fratelli
Incuriositi e turbati, Lorenzo ed Elisabetta decidono di condividere tra loro questa esperienza. Scoprono così che quel luogo misterioso non è solo una visione, ma un frammento di qualcosa che hanno già vissuto e dimenticato. Seguendo indizi e ricordi confusi, arrivano a uno spazio nascosto: l’Archivio delle Memorie, un posto dove si conservano le storie perdute, le vite dimenticate, le verità che nessuno ha mai raccontato.
Il racconto si sviluppa come un viaggio di riscoperta, dove i protagonisti affrontano enigmi, simboli e frammenti di loro stessi. Non ci sono grandi intrighi o colpi di scena spettacolari, ma una narrazione chiara e diretta, pensata per bambini e adolescenti. Il tono è semplice, accessibile, e lascia spazio alla riflessione sul valore della memoria, sull’identità e sul legame profondo tra fratelli.
Lo stile, pur essenziale, ha bisogno di un lavoro di editing per rendere la prosa più fluida e coinvolgente. Ma, proprio grazie alla sua semplicità, il racconto risulta perfetto per i giovani lettori: è una porta aperta verso il mistero, senza essere troppo oscuro; una storia che parla di cose dimenticate, ma non perdute.
Recensione di L’Archivio delle Memorie Perdute di Giovanni Logli
Recensione di L’Archivio delle Memorie Perdute di Giovanni Logli
Giulia Marmugi
Social The Digital Moon | Leggi altri articoli qui
https://www.instagram.com/thedigitalmoon

