Intervista ad Elisa Piras: Raccontare la Sardegna Autentica
Intervista ad Elisa Piras: Raccontare la Sardegna Autentica
Come nasce l’idea di “Welcome to Sardegna” e cosa vi ha spinto a trasformare una semplice pagina in un punto di riferimento per la promozione del territorio?
La pagina in realtà nasce dall’idea di un ragazzo che anni orsono ormai ha creato le pagine “WelcometoItaly” e poi una con lo stesso nome per ogni regione.
Ad oggi ad amministrare “WelcometoSardegna” siamo due ragazze: Simona Montis, classe 1974 di Cagliari, che è sulla pagina dal giorno 0, e io, Elisa Piras, 36 anni da Tonara. Ci dà una mano anche una ragazza di Olbia ogni tanto, Moira Giagnoni.
Diciamo che abbiamo preso la cosa particolarmente a cuore grazie all’amore di entrambe per la nostra terra e, aggiungendo via via dei tocchi personali (es. il logo, i quiz domenicali e le guide), ci siamo distinte.
Avete scelto di non monetizzare direttamente dalla pagina: quanto conta per voi mantenere una linea editoriale libera, autentica e non condizionata da interessi commerciali?
Importantissimo. La Sardegna è una terra che, a livello commerciale, è spinta molto sotto alcuni punti di vista — per esempio, ovviamente, il mare e il turismo estivo — ma è anche ricca di realtà piccole e persone che niente hanno a che vedere con la commercializzazione esasperata.
Ci piace dare spazio anche a questo, che è forse la Sardegna autentica.
Come selezionate i contenuti e i creator con cui collaborate, e quali criteri guidano la scelta dei luoghi e delle realtà da valorizzare?
Cercando di variare il più possibile. Come già detto, vogliamo mostrare quante più sfaccettature possibili della Sardegna, quindi cerchiamo di variare ogni giorno i creator da repostare, così come la provincia, la zona e i soggetti: mare sicuramente, ma anche l’interno, le montagne, i borghi, gli scorci cittadini, i murales e le nostre tradizioni.
Ovviamente accettiamo anche collaborazioni, poiché quando Instagram introduce qualche novità “vuole” che la si usi, quindi può capitare talvolta di trovare nel feed un creator un po’ più spesso degli altri o il mare per due volte di fila.
La Sardegna che mostrate è spesso lontana dai circuiti turistici più noti: quali sono, secondo voi, le bellezze o tradizioni più sottovalutate dell’isola che meritano più attenzione?
Sicuramente, secondo me, il Carnevale. Ha una magia ancestrale che non mi sembra venga percepita appieno: oltre le maschere più famose che attirano qualche turista, nessuno sa che inizia a gennaio con i falò di Sant’Antonio e prosegue fino alla Quaresima, e che ogni paesino lo vive a modo suo.
Ma soprattutto, in realtà, la vita lenta e di comunità delle realtà interne, impossibili da assaporare in una fugace visita di pochi giorni.
In un mondo sempre più digitalizzato, che impatto pensate possa avere una pagina come la vostra sulla valorizzazione dell’identità sarda e sul sostegno concreto alle piccole realtà locali?
Diciamo che sicuramente siamo solo una piccola goccia in un mare di suggerimenti e pubblicità nel mondo di Instagram, ma crediamo anche che ogni piccola cosa possa fare la differenza.
Cercare di dare visibilità alle piccole realtà locali per noi è molto importante. Qualcuno che vede i nostri post o che li salva ci sarà, e magari, quando passerà in Sardegna o in quella determinata zona, si ricorderà!
Infatti, sebbene non guadagniamo niente dalla gestione della pagina, abbiamo fatto qualche collaborazione con piccole realtà di cui andiamo molto fiere e che, tra l’altro, ha fatto nascere anche delle amicizie talvolta, oltre che grande stima reciproca.
Intervista ad Elisa Piras: Raccontare la Sardegna Autentica
Redazione The Digital Moon
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