Politica

L’era berlusconiana e le conseguenze sul “ruolo” della donna

È il 12 giugno del 2023.

L’Italia è sconvolta dalla perdita di uno dei personaggi più carismatici e controversi della politica italiana. Tanto che si parla della fine di un’era. Silvio Berlusconi.

Nato a Milano, il 29 settembre del 1936, è stato uno che ha segnato profondamente la scena politica italiana. Oltre la politica, però, si è reso protagonista del mondo imprenditoriale, fondando aziende che hanno fatturato milioni di euro, come la società di produzione “Mediaset” o quella finanziaria “Fininvest” o, anche, “Arnoldo Mondadori Editore”. Dopo queste, ne sono subentrate altre, tutte come figura simbolo lui stesso.

Nell’ottobre del 1993 decide di entrare in politica ed a gennaio del 1994 nasce il suo partito di centro-destra, “Forza Italia”. Lo stesso si fuse, nel 2008, nel “Popolo delle Libertà” e fu rifondato, poi, nel 2013.

Gli si deve certamente riconoscere un carisma innegabile, il quale gli ha permesso di basare la sua campagna elettorale sull’immagine di un imprenditore di successo. In questo modo, Berlusconi ha conquistato rapidamente l’attenzione dei media e degli elettori italiani. Tanto da consentirgli di salire al Governo per ben quattro volte.

È stato eletto per la prima volta, come Primo Ministro, nel 1994 ed è stato confermato nelle successive legislature. Gli italiani gli hanno permesso di ottenere per ben quattro volte l’incarico di Presidente del Consiglio: il primo nella XII legislatura, quindi 1994-1995; due consecutivi nella XIV legislatura, rispettivamente 2001-2005 e 2005-2006 e, infine, nella XVI legislatura, precisamente 2008-2011.

In tutto, Berlusconi ha governato il paese per ben 3339 giorni complessivi e, per questo, è l’unico politico che è rimasto in carica più a lungo nel ruolo di Presidente del Consiglio della Repubblica Italiana. Per dare un’idea più chiara, è stato superato solo da Benito Mussolini e Giovanni Giolitti, quindi in epoche storiche, Inoltre, ha presieduto i due governi più duraturi dalla proclamazione della Repubblica. Nel 2013, è stato eletto, invece, per la prima volta, come senatore.

La sua politica ha influenzato, e non poco, l’intero scenario politico italiano, tanto che, giornalisti e sociologi politici hanno iniziato a parlare di berlusconismo. Termine che indicava, appunto, il suo atteggiamento nei confronti dell’opinione pubblica e le caratteristiche dei suoi successi politici. Questo ha portato alla formazione dell’antiberlusconismo, proprio per sottolineare il continuo conflitto di interessi, con l’emanazione di leggi ad personam.

Negli anni, è stato coinvolto in oltre trenta procedimenti giudiziari, per corruzione, evasione fiscale e frode. In particolare, si sono svolti dalla seconda metà degli anni Ottanta fino al 2023. Attualmente, si contano trentadue processi conclusi e quattro in corso. La maggior parte di questi processi sono o caduti in prescrizione o lo hanno prosciolto, con assoluzione piena in grado definitivo.

La condanna piena a quattro anni di reclusione, di cui tre beneficiati dall’indulto, arrivò con il processo Mediaset. Processo dove fu accusato di aver rubato fondi neri, oltre 280 milioni di euro in nero quindi, senza pagarvi tasse e frodando i propri azionisti, cadendo nel reato di falso in bilancio. Con la condanna definitiva, nel 2013, arriva anche l’interdizione ai pubblici uffici per frode fiscale, decade quindi la sua carica di senatore. Dopo quasi vent’anni continui della sua presenza nel Parlamento Italiano, per la prima volta, si vede costretto a lasciare la poltrona.

Tali vicende hanno messo in luce il lato oscuro della sua leadership e hanno alimentato il dibattito sulla sua idoneità a governare. Ma questo, insieme agli scandali personali che hanno caratterizzato l’era berlusconiana, non l’hanno portato ad allontanarsi completamente dalla vita politica. Anzi, sembrerebbe anche che, le stesse vicende, abbiano idealizzato la sua persona agli occhi dei pieni sostenitori. Elettori e non.

È il 28 aprile del 2009.

Veronica Lario, allora moglie di Berlusconi, inviò un’email all’ANSA, dove caratteristica fu il suo enorme sdegno, nato dalla scelta del marito di candidare giovani ragazze e di bella presenza, anche senza esperienza politica, alle vicine elezioni europee.

Il 2 maggio seguente, si affidò ad un avvocato per avviare le pratiche di separazione, dopo esser venuta a conoscenza della partecipazione di Berlusconi, alla festa del diciottesimo compleanno di Noemi Letizia, una ragazza di Portici. La sua supposizione fu quella che il marito era solito frequentare minorenni.

Non posso stare con un uomo che frequenta le minorenni, […] figure di vergini che si offrono al drago per rincorrere il successo, la notorietà e la crescita economica. Ho cercato di aiutare mio marito, ho implorato coloro che gli stanno accanto di fare altrettanto, come si farebbe con una persona che non sta bene. È stato tutto inutile”.

(Veronica Lario)

Queste le sue parole.

Maggio 2008.

Il fotografo Antonello Zappadu scatta delle foto di una festa durante una vacanza, nella residenza estiva di Berlusconi a Porto Rotondo. Le stesse foto ritraggono giovani ragazze in bikini o in topless. Inutile dire che, le stesse, hanno fatto il giro del mondo!

Luglio 2009.

Il giornale “L’Espresso” pubblica, sul suo sito, delle registrazioni audio ambientali. Registrazioni avvenute tra Silvio Berlusconi e l’escort Patrizia D’Addario, effettuate dalla stessa, nell’ottobre del 2008, presso la residenza privata del capo di governo dell’epoca, Palazzo Grazioli. Registrazioni che, dopo poco, furono secretate, in plichi sigillati e chiusi in una cassaforte blindata. Furono riprese quando la procura iniziò a fare luce sulla vicenda che vedeva Berlusconi fare presunti favoritismi all’imprenditore barese Gianpaolo Tarantini. Favoritismi che si sarebbero concretizzati in incarichi, affari pubblici ed appalti, in cambio di prestazioni di natura sessuale, con ragazze reclutate dallo stesso Tarantini ed indotte, quindi, alla prostituzione.

Novembre 2010.

Scoppia il cosiddetto “caso Ruby”.

La ragazza marocchina Karima El Mahroug detta, poi, Ruby Rubacuori fu fermata per furto, nel maggio del 2010, a Milano. Era minorenne, quindi il magistrato di turno dispose l’affidamento secondo le procedure. A quel punto, Berlusconi chiamò in questura sostenendo che la ragazza fosse la nipote di Hosni Mubarak, l’allora presidente egiziano. Notizia che poi si dimostrò essere falsa. La ragazza, così, fu affidata nella mani dell’allora consigliere regionale del PdL, Nicole Minetti.

Le dichiarazioni di Ruby furono molto chiare. Infatti, comunicò più volte di essere stata ospite ad Arcore e di aver ricevuto dei compensi in danaro. Così, nel gennaio del 2011, la Procura della Repubblica aprì un fascicolo contro Berlusconi, contestandogli i reati di concussione e prostituzione minorile. Vicenda che ha avuto un grande clamore mediatico a livello internazionale.

Il 24 giugno del 2013, Berlusconi fu condannato a sette anni di reclusione per i reati di concussione per costrizione e favoreggiamento della prostituzione minorile. Sentenza ribaltata, poi, nel febbraio del 2023 quando fu assolto perché il fatto non sussiste.

L’era berlusconiana

La storia di Berlusconi è sicuramente molto più ricca e piena di sfaccettature. Davvero troppe per essere elencate in un solo articolo. Anche per questo, suscita enorme interesse. La figura di una persona così ricolma di carisma e di potere non si può certamente dire possa rimanere indifferente agli occhi dei più.

Ho aperto l’articolo sottolineando come Berlusconi fosse stato un personaggio molto controverso. Non solo per i suoi trascorsi politici, segnati anche da vicende molto gravi come la morte di Falcone e Borsellino, quindi dai suoi legami con la mafia, ma anche per la concezione che aveva delle donne.

Durante la sua carriera politica, infatti, ha attirato l’attenzione, più volte, per il suo atteggiamento verso le donne, spesso oggetto di commenti sessisti e denigratori. Come dimenticare quell’ottobre del 2009, quando, durante una puntata di “Porta a Porta”, in onda su Rai1, quindi televisione “pubblica”, Berlusconi insultò Rosy Bindi, dicendo: “Ravviso che lei è sempre più bella che intelligente”.

Berlusconi non ha mai nascosto la sua preferenza per le donne giovani e attraenti.

Attraverso il suo impero mediatico che includeva il gruppo Mediaset, infatti, ha influenzato profondamente l’immagine della donna nei media italiani. Le sue reti televisive hanno, spesso, promosso una visione stereotipata e sessualizzata delle donne, enfatizzando l’aspetto fisico e l’attrattività come valori predominanti. A cominciare dalle veline, ad esempio. Due ragazze, giovani, magre e sicuramente attraenti, che ballano su un bancone, senza proferire neanche una parola. Il loro ruolo? Quello di far soffermare l’attenzione degli spettatori sul loro fisico, sul loro corpo, considerato puro oggetto sessuale.

In quegli anni, diverse erano le trasmissioni televisive dove il ruolo della donna doveva servire per diffondere un messaggio chiaro. Quello legato alla sola soddisfazione sessuale. Nulla di più!

Non solo le trasmissioni, però, ma anche le donne che scendevano in politica al suo fianco avevano determinate caratteristiche. Basti pensare a Nicole Minetti, ad esempio, una delle tante donne che hanno fatto carriera, sfoggiando il loro fisico e macchiandosi di un’onta che difficilmente riusciranno a debellare. Cioè scendere a compromessi sessuali per poter arrivare a determinati livelli di carriera politica.

Nicole Minetti, infatti, è una di quelle che, abbiamo visto, è stata implicata nel “caso Ruby”. Lei, come anche Barbara D’Urso. E tante altre, le quali con l’aiuto del “Papi”, sono riuscite a realizzare i loro obiettivi. Nel modo più facile che si conosca, tra l’altro!

Donne che hanno scelto la strada più semplice.

Un uomo che ha utilizzato il suo potere per avvicinare donne fragili, dalla bassa autostima, senza realizzazione personale, ma talmente furbe da usare quel potere a loro beneficio.

L’era berlusconiana ha fatto non pochi danni.

Sappiamo bene quanto noi donne avessimo già un ruolo ben stabilito, da non so chi però, da portare avanti. Un ruolo assegnatoci, che ci rende, o vorrebbe renderci, “brave donne” agli occhi della società. Ruolo altamente influenzato dalla religione anche, nonché da stereotipi e pregiudizi tramandati da generazione a generazione, i quali non fanno altro che limitare la nostra libertà di scelta e di azione, la nostra realizzazione personale, la nostra voglia di metterci in gioco, la nostra volontà ad aprire la mente, ecc…

Con questo non voglio dire che Berlusconi sia stato il solo ed unico ad “imporre” una certa concezione della donna e del suo valore. Ma, sicuramente ha contribuito a renderla più forte, più diffusa, più credibile.

Per tanti anni, siamo state considerate come tante Ruby o Nicole Minetti. Come tante veline, le quali non avevano nessuna considerazione, se non in un’unica occasione di soddisfazione sessuale per l’uomo e, soprattutto, senza alcuna capacità di poter formulare un pensiero o, peggio, di poter trovare realizzazione con le sole loro capacità.

Il 12 giugno dicono sia finita un’era.

Io penso che le conseguenze ce le porteremo avanti ancora per molto tempo. Soprattutto se noi stesse non dovessimo riuscire, con le nostre uniche forze, a scardinare ciò che un uomo ha incancrenito.

Grazie (ironico!) Silvio!