Intervista ad Alessio Storni: Dalla tecnologia al retail di lusso
Intervista ad Alessio Storni: Dalla tecnologia al retail di lusso
Ciao Alessio! Il tuo percorso professionale unisce una solida base tecnica con oltre vent’anni nel retail e management per marchi iconici come Apple, Bang & Olufsen e Ducati. In che modo le tue origini tecniche nell’informatica e nell’R&D hanno influenzato il tuo approccio alle vendite e alla gestione del cliente?
Ciao Lucas, grazie per la bella domanda. La formazione e il lavoro come tecnico mi hanno insegnato l’importanza della precisione e della puntualità nel lavoro, il valore della preparazione e della pianificazione, del reporting e di quello che viene dopo in ottica di fidelizzare la clientela.
E come tecnico riparatore ti trovavi a fronteggiare uno dei momenti più critici per un cliente: quando un apparecchio non funziona o ha problemi, e lui (il cliente) lo deve utilizzare. Ne consegue che in questi casi è necessario essere attenti ascoltatori, usare un approccio professionale e distaccato, essere diplomatici e illustrare i tempi e i modi per risolvere la problematica nel miglior modo possibile. Insegnamenti che ho poi trovato molto utili nella seconda parte della mia vita professionale, legata alla vendita.
Dall’esperienza come scout nell’infanzia fino all’impegno nella formazione, coaching e gestione di team in contesti internazionali. Come si è evoluta la tua capacità di entrare in relazione con le persone e qual è oggi la tua chiave per guidare un team verso il successo?
È stato un lungo percorso di trasformazione personale: da piccolo ero molto introverso, leggevo tantissimo, stavo per conto mio e non mi veniva facile socializzare. Con il tempo mi sono aperto sempre più e mi è venuto sempre più facile entrare in contatto con il prossimo. Questa evoluzione è stata molto importante perché senza di essa non sarei mai potuto entrare nel mondo della vendita e del management. Sicuramente un grosso step è stato un grave incidente in moto del quale sono rimasto vittima nel 1995: avevo appena cominciato la formazione come avionico all’aeroporto di Agno e tornando una sera a casa un’auto mi tagliò la strada. Anche se avevo il 100% ragione finii in sala operatoria per una lunga operazione, prognosi riservata e poi la riabilitazione.
In quel momento venni messo alla prova ma continuai a guardare avanti, a cercare nuove possibilità e nuove sfide. Approfittai per andare in Germania per migliorare il mio tedesco e feci il primo anno di ingegneria elettronica a Friburgo, ma mi resi conto che non era la mia strada. Per me è importante vedere anche nei problemi opportunità, di non “stare fermo”, di guardarti in giro, di parlare con la gente e domandarti se le cose non possono essere fatte in modo migliore o anche solamente diverso. Prendere delle decisioni che influenzano il lavoro di altri comporta per me il doversi informare, il parlare con gli stakeholder e l’elaborare un piano, una strategia. E poi seguirla ma sempre con gli occhi e le orecchie aperte: il mondo cambia, le persone cambiano come le loro esigenze, e bisogna essere sufficientemente flessibili per adattarsi.
Nel corso della tua vita hai affrontato prove cruciali, da eventi imprevisti e complessi in gioventù fino alla malattia vissuta quattro anni fa, che hai definito un’occasione per riscrivere la tua scala di valori. In che modo questa nuova consapevolezza ha cambiato la tua visione della vita e del lavoro?
Non penso che faranno mai un film sulla mia vita 🙂 ma a posteriori posso dire che sono passato attraverso diverse esperienze e diverse fasi, a volte come un metronomo oscillando da un’estremo all’altro. Ho avuto tante soddisfazioni come il poter lavorare per un’azienda leader a livello mondiale come Apple, avere due splendide figlie, e per certi aspetti avere dei grandi colpi di fortuna (non dimentichiamo: la fortuna è quando opportunità e talento s’incrociano), ma ho avuto anche grandi delusioni e in diverse occasioni la mia fiducia nel prossimo è stata messa a dura prova.
Oppure in altri momenti non mi accorgevo di quanto già avevo…. Sotto il profilo personale la morte di mio padre è stato un trauma: avevamo avuto un rapporto difficile e lui è venuto a mancare quando stavamo finalmente ricucendo il nostro strappo. Mi sono odiato per questo, per il tempo che avevamo perso. Questo mi fece piombare in un periodo autodistruttivo, dove per la mia famiglia non fu semplice starmi vicino.
Una tempesta perfetta che nel 2022 si materializza in un tumore maligno fortunatamente preso in tempo. Quella botta mi servì per “rimettere il campanile al centro del villaggio” e capire che dovevo agire in modo diverso, affrontare le difficoltà con un’altra scala di priorità: prima me stesso e la mia famiglia, dopo il lavoro e quello che gli orbitava intorno. È stata una fortuna aver fatto in tempo questo click: nel 2024 venni spostato a Zurigo per lavoro ma dopo due anni si convenne che questa opzione non era soddisfacente per nessuno e tornai in Ticino. Per me fu molto importante l’essere vicino a mia madre quando è mancata la primavera scorsa, con una serenità che non provavo da tanto tempo.
Non ti fermi mai nel tuo percorso di apprendimento e stai pianificando il conseguimento di Attestati Professionali Federali in Business AI Specialist e Digital Collaboration Specialist. Qual è la tua visione sull’integrazione dell’intelligenza artificiale nel mondo aziendale e del retail?
L’AI é uno strumento e in quanto tale va utilizzato per ottimizzare i propri servizi e prodotti, permettendo ai collaboratori di lavorare meglio e in modo più efficiente. La creatività, l’empatia e la sensibilità sono tipicamente umane e permettono di cesellare e rifinire quanto un AI può dare. Così come si é imparato ad andare in bicicletta o a nuotare, bisogna investire tempo ed energia per apprendere ad usare questi strumenti, sia a livello privato che aziendale.
Se la base del management é il raggiungere degli obiettivi attraverso il talento dei propri collaboratori, é giusto continuare ad investire su di loro per permettergli di utilizzare gli strumenti che la tecnologia oggi mette a disposizione. L’esperienza di coach e mentor mi ha fatto capire che la curiosità c’é e che deve essere indirizzata in modo professionale, efficiente ed etico.
Oggi ti appresti a iniziare un nuovo capitolo professionale con un bagaglio ricco di esperienze, resilienza e nuove competenze. Quali sono le sfide aziendali o i progetti in cui ti piacerebbe mettere a disposizione la tua leadership e la tua visione d’insieme?
Come hai detto, sono una persona resiliente e con un bagaglio professionale molto variegato. Sono conscio che il mio profilo professionale può essere ulteriormente ampliato e mi sto adoperando in tale direzione.
Nel contempo sto valutando diverse possibilità professionali e sto giocando le mie carte su diversi tavoli, per valutare opportunità e rischi.
Ad un’azienda interessata a un profilo come il mio posso offrire esperienza dentro e fuori il Canton Ticino, l’aver lavorato con aziende locali, di grandezza nazionale e internazionale, un background tecnico poi evolutosi nella vendita e nell’ambito gestionale, che verrà arricchito nel prossimo futuro con una formazione specialistica di livello superiore.
Linkedin: https://www.linkedin.com/in/alessio-s-14837a53/
Alessio Storni
Intervista ad Alessio Storni: Dalla tecnologia al retail di lusso
Redazione The Digital Moon
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