Intervista a Jonas Grumann: Dalla passione per il 3d alla nascita di intovisual
Intervista a Jonas Grumann: Dalla passione per il 3d alla nascita di intovisual
TDM: Il punto di svolta e il coraggio di ricominciare: Dopo anni di successo in grandi agenzie come Jung von Matt nel web design, hai vissuto un momento di crisi d’identita professionale che ti ha spinto a trasformare una passione nata a 18 anni nella tua principale attivita. Quanto e stato difficile lasciare una strada tracciata per scommettere sul mondo della visualizzazione 3D?
Non particolarmente difficile, sono sempre stato una persona che se non sta bene dove sta, si sposta. Terminata la mia ultima avventura da programmatore mi sono reso conto di aver perso la “fiamma” per quel mestiere. All’inizio della mia carriera ho lavorato in un’agenzia pubblicitaria. Significa sviluppare progetti piccoli, accattivanti, interattivi in un team grande e dinamico. Insomma, un sogno per uno come me.
L’ultimo posto di lavoro, invece, era una realta piu piccola e tradizionale del mondo software: sviluppavamo portali e tool interni per grossi clienti, progetti molto piu lunghi e monotoni. Forse e un pensiero un po’ da “viziato”, ma, come sappiamo, al cuor non si comanda. Terminato quel contratto mi sono reso conto che le probabilita di trovare un altro posto dinamico, specialmente in Ticino, erano molto poche, per cui le alternative erano 2: trovare un posto da programmatore “tradizionale” e tornare a fare quello che facevo o rimettermi in gioco e trovare un’altra strada. Ho scelto la seconda: ho scavato tra i miei hobby e ho individuato nella grafica 3D l’opzione piu valida. E stata quasi una scelta forzata, ma l’ho fatta a cuor sereno: avevo voglia di rimettermi in gioco e provare qualcosa di nuovo.
TDM: Dall’illusione della realta virtuale alle vere esigenze del mercato: Quando hai lanciato la tua attivita, pensavi che i tour interattivi 3D avrebbero rivoluzionato il settore, per poi scoprire che il mercato immobiliare preferisce ancora la forza di immagini statiche e video di qualita. Che cosa ti ha insegnato questa discrepanza tra l’innovazione tecnica e le reali necessita dei clienti?
“Mettiti davvero nei panni dell’utente finale” – e questa la lezione che ho imparato davvero. Sembra scontato, ma, senza rendermene conto, stavo proiettando sull’utente finale l’idea che mi ero fatto di lui. E stato solo dopo alcuni test e discussioni con altri professionisti del settore che ho capito come stavano realmente le cose: chi vuole comprare casa o sta promuovendo un grosso progetto immobiliare preferisce vederlo nei modi piu classici: foto, illustrazioni e video.
Le scene interattive, in cui l’utente puo spostarsi nell’ambiente come in un videogioco, tendono a ridurre l’impatto emotivo del progetto: sembra tutto piu “freddo”. Senza contare, poi, le sfide tecniche: il real estate interattivo richiede dei computer potenti per poter generare 60 fotogrammi al secondo, questo significa che, per mostrare il progetto sul web, bisogna affittare delle macchine dedicate e trasmettere la scena in streaming sul dispositivo dell’utente finale, cosa che puo diventare costoso molto in fretta visto che lo streaming si paga al minuto. Ci sono alternative ma hanno dei lati negativi (perdita di qualita, sviluppo piu complicato e lungo per citarne alcuni). Inoltre, con immagini e video tradizionali, ho il totale controllo della direzione artistica, si riesce a far sognare l’utente finale senza rischiare che il fruitore si perda nel mondo virtuale. Non dobbiamo dimenticare che alla fine lo scopo della visualizzazione architettonica e vendere il progetto.
TDM: L’evoluzione di intovisual nell’era dell’Intelligenza Artificiale: Nell’estate del 2026, anziche subire l’avvento dell’IA, hai scelto di integrarla nel workflow e di trasformare intovisual da studio di rendering a realta che offre pacchetti completi di marketing immobiliare (brand identity, booklet, video, siti web). In che modo il tuo background interdisciplinare ti permette di guidare l’IA senza perdere il controllo artistico del progetto?
Sempre di piu si vedono oggetti in vendita sui vari portali le cui immagini sono chiaramente generate dell’IA. Io non sono contro a questo genere di immagini ma bisogna fare attenzione, spesso l’IA sbaglia. In alcuni casi e evidente: mette finestre dove non esistono, aggiunge porte o sposta i mobili, in questi casi e facile rigenerare l’immagine e sperare che questa volta vada meglio. Altre volte, pero, gli errori sono piu insidiosi, non saltano all’occhio ma non per questo sono meno importanti: il sole che picchia sul pavimento in punti impossibili, inserisce mobili piccoli rendendo la percezione della stanza piu grande.
Questi errori rischiano di passare inosservati, ma per un cliente possono trasformarsi in un bruttissimo scherzo. Immaginate di comprare un appartamento pensando di avere una bella illuminazione e spazio per l’arredo che avete in mente per poi scoprire che si tratta di un buco buio in cui ci sta a malapena un letto singolo. E vero che il nostro scopo e vendere l’immobile, ma alterare la percezione del progetto finale e assolutamente un “no-go”. Il nostro workflow e know-how ci permette di utilizzare l’IA, tenendola pero al guinzaglio: passiamo comunque dai metodi tradizionali di modellazione, arredamento e rendering e soltanto alla fine diamo una mano di IA per aggiungere piccole imperfezioni che aiutano a percepire la scena come realistica.
La stessa cosa vale per lo sviluppo web: utilizziamo l’IA per sviluppare nuove feature o apportare correzioni, ma avendo lavorato come programmatore controlliamo il codice per assicurarci che venga fatto correttamente. Utilizziamo l’IA anche per esplorare rapidamente vari tipi di illuminazione e arredo aiutandoci a creare il setting che piu valorizza un determinato ambiente. Anche per i video tornano utili i modelli di IA, data una scena renderizzata utilizziamo l’IA per generare piccole clip da poi montare e utilizzare sui social media. L’IA generativa e una tecnologia che avanza molto rapidamente. Tenerci aggiornati, per assicurarci di poter sempre offrire la qualita che vogliamo mantenendo il controllo necessario, porta via una buona fetta del nostro tempo, ma ne vale la pena.
TDM: Il valore della community e la sfida dell’acquisizione clienti: Nel tuo percorso di formazione da autodidatta nel 3D, le community online sono state fondamentali per superare i momenti di stallo. Quali sono state invece le sfide piu grandi nell’entrare in un mercato competitivo come quello del real estate, conquistando la fiducia di clienti che avevano gia i propri fornitori storici?
Come dici tu, i clienti difficilmente sono disposti a cambiare fornitori che gia conoscono e di cui si fidano. Una volta dato il briefing, i clienti vogliono poter stare tranquilli, e questa tranquillita viene inevitabilmente messa in discussione ogni volta che si cambia fornitore. Il passaparola aiuta: e un po’ come andare in un nuovo ristorante. Se ve l’ha consigliato un amico, e piu probabile che ci andiate, ma non e detto che piaccia anche a voi. Inoltre i primi progetti con un nuovo cliente sono sempre anche un po’ un momento di allineamento: per alcuni clienti “stare tranquilli” significa ricevere continue immagini di “work in progress”, meeting per discutere la direzione dei lavori, per altri clienti “stare tranquilli” significa dare il briefing e ricevere immagini finite. Sono aspetti che cerchiamo sempre di discutere all’inizio di un progetto, ma spesso cambiano in corso d’opera, semplicemente perche siamo umani che lavorano con altri esseri umani.
Ovviamente anche la qualita dei lavori e importantissima. Quando sono entrato in questo mondo ero ancora in fase di apprendimento, ma credo che il mercato richiedesse qualcosa di piu, e qui che le community online di architetti e artisti 3D si e rivelata utilissima. Poter discutere con loro i miei lavori personali (ma anche quelli degli altri) mi ha permesso di crescere come artista 3D, imparando nuove tecniche e tools. Sono stati loro a consigliarmi la fotografia come hobby per allenare l’occhio e credo che sia stato il consiglio che piu di tutti mi ha fatto crescere nella grafica 3D. In queste community sono anche nati dei veri rapporti di amicizia e ho trovato tanti artisti fantastici da tenere nella lista dei freelancer con cui collaborare.
TDM: La visione di futuro e il team dei sogni: Oggi intovisual sta crescendo e ha gia iniziato ad ampliare la squadra con collaborazioni internazionali. Come immagini il futuro dello studio nei prossimi anni e qual e la cultura di lavoro che vuoi trasmettere all’interno del tuo team ideale di creativi e tecnici?
Siamo ancora una realta molto piccola ma il sogno e quello di avere un vero e proprio studio con una manciata di artisti al lavoro. Mi piacerebbe portare nello studio un po’ della spensieratezza e dell’allegria che vivevo ogni giorno quando lavoravo nell’agenzia pubblicitaria di Zurigo. E chiaro che bisogna produrre per poter pagare gli stipendi, ma questo non significa che dobbiamo ridurci a essere semplici robot-renderisti. Trovo che il team e l’ambiente di lavoro siano tra le cose piu importanti della vita professionale. Inoltre, mi piacerebbe lasciare ai dipendenti la liberta di gestire il proprio tempo come preferiscono: finche il lavoro viene portato avanti non mi interessa averli fissi in ufficio dalle 8 alle 17.
Jonas Grumann
Intervista a Jonas Grumann: Dalla passione per il 3d alla nascita di intovisual
Redazione The Digital Moon
Esplora il blog The Digital Moon | Leggi altri articoli qui.
Ti è piaciuto il contenuto? Condividilo come vuoi!
Seguici su Instagram e non perderti le prossime interviste!
Guarda qui l’ultima puntata dei nostri podcast su YouTube.

