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Intervista a Ilaria Pernigotti: Scrittrice e divulgatrice

Intervista a Ilaria Pernigotti: Scrittrice e divulgatrice

TDM: Nata a Vicenza e residente dal 2010 nel Bellunese, hai esordito nel mondo della scrittura con la fantascienza nel 2021 pubblicando in self-publishing “La figlia dei due mondi” e il suo sequel “Onore & Fedeltà” nel 2022. In che modo la passione per la saga cult di Star Trek creata da Gene Roddenberry ti ha fornito l’ispirazione per costruire i tuoi universi narrativi e dare vita alla dilogia “Le avventure di Lea”?

Tutto è partito dalla creazione del personaggio cosplay T’Ile cha Sarek e già da questo si coglie la vicinanza con Vulcano e non solo per la ”T“ apostrofata, come tutti i nomi femminili vulcaniani vogliono, ma anche per la presenza del patronimico ”cha” (figlia di) e soprattutto per la presenza del nome Sarek, ovvero, il padre di Spock. T’Ile (”Ile” diminutivo di Ilaria) quindi è figlia di Sarek, quindi sorellastra di Spock. Creato il personaggio cosplay e datogli una caratterizzazione e una biografia, ho assecondato l’idea di scrivere un romanzo dove non si parla di Vulcano e Vulcaniani, ma di Keid e di Keidiani.

Un popolo fiero, orgoglioso, arido di acqua quanto di emozioni. Le similitudini tra Keid e Vulcano sono soprattutto astronomiche e fisiche, poi la storia de “La figlia dei due mondi” segue un suo percorso a sé stante. Nel secondo volume “Onore & Fedeltà” l’ambientazione più che su un pianeta si svolge in una nave stellare, si parla di viaggi spazio-temporali, di equipaggio, di avventure su mondi alieni e contatto con nuove civiltà. Qui Star Trek viene ripreso per spiegare la tecnologia e il funzionamento di una nave stellare.

La forza della dilogia è l’aver preso spunto senza aver copiato, anche chi non conoscesse nulla di Star Trek si troverebbe comunque immerso nella storia. È solo nel secondo volume “Onore & Fedeltà” che si conosce il finale della storia.

TDM: Nel panorama della grande fantascienza space opera e della cultura pop di genere, universi iconici come quelli nati dalla visione di Gene Roddenberry o dalla galassia di George Lucas hanno dimostrato quanto il racconto fantascientifico sappia esplorare concetti profondi come l’onore, il dovere e i conflitti d’appartenenza tra civiltà diverse. Guardando ai temi centrali del tuo sequel “Onore & Fedeltà”, in che modo il tuo stile e la tua visione dello spazio si legano a questa immensa tradizione della sci-fi classica?

Molto, ci tenevo a scrivere qualcosa di fantascientifico che riprendesse quei valori universali descritti tanto bene nelle saghe da te citate. Tieni presente che Gene Roddenberry per “Star Trek” si è ispirato sia alla filosofia di Platone che a quella ellenistica, e a me interessava far immergere la dilogia “Le avventure di Lea” soprattutto nella parte filosofica. Un lettore attento dovrebbe riuscire a cogliere la sottotrama che scorre parallela alle vicende narrate.

TDM: Nel 2026 è uscito per la casa editrice Nulla Die il tuo romanzo “Vivere il Teatro. Quando ho conosciuto Fernandel”, un sentito omaggio alle tavole del palcoscenico e al celebre attore francese noto in Italia soprattutto come Don Camillo. Da cosa nasce questo profondo fascino per il teatro e per la figura artistica ed espressiva di Fernandel?

Io vengo dal mondo del teatro. Il teatro è stata la mia casa per tanti anni a partire dall’infanzia. Il teatro è presente anche in ”Onore & Fedeltà”, solo che in ”Vivere il Teatro” diventa il protagonista. Fernandel lo conoscevo anch’io quasi esclusivamente per il ruolo di Don Camillo, ma poi facendo delle semplici ricerche iniziali l’ho scoperto cantante, attore comico, soldato comico e attore drammatico. Due anni di studi e ricerche condensati in un romanzo di 250 pagine circa. Un romanzo che coniuga fedeltà storica e biografica alla fantasia; non è stato facile scriverlo, ma mi ha dato grandi emozioni, gioia e spero mi dia anche grandi soddisfazioni.

TDM: Per il 2027 stai lavorando a un progetto molto importante e differente dai tuoi lavori precedenti: un saggio divulgativo dedicato allo Spettro Autistico, rivolto a insegnanti, educatori, caregiver e persone neurodivergenti. Qual è l’esigenza sociale ed emotiva che ti ha spinto ad intraprendere la stesura di un’opera di saggistica così delicata e necessaria?

Nel 2025, dopo una vita costellata da sofferenze emotive più o meno gravi e svariate difficoltà soprattutto a livello di relazioni sociali, è giunta la diagnosi. Una diagnosi vissuta sia con un senso di liberazione, ma anche con rabbia verso il passato. Si dice che il passato non si cambia, è vero, ma non per questo smette di far male. Purtroppo, ancora oggi le ragazze rispetto ai ragazzi sono sottodiagnosticate, poiché il loro autismo non viene visto, non viene compreso.

Ma essere neurodivergenti senza una diagnosi significa essere una nave a cui manca il timone: si vive allo sbaraglio. Per paura di essere viste come persone “non normali” si attua il mascheramento dei propri tratti autistici e non solo si soffre per questo, ma si rischia persino di perdere la cognizione del “chi sono io”. Le diagnosi precoci salvano la vita! Questo saggio è stato scritto per spiegare, nel modo più scientifico e accessibile possibile, l’essere autistici, con un focus particolare sulle donne e sul livello di supporto 1: quel livello privo di compromissioni sia verbali che intellettive, tanto spesso sottovalutato, persino dai clinici stessi.

TDM: Attraverso la tua presenza online — tra Facebook, Instagram, TikTok e il tuo canale Telegram “Ilaria Pernigotti – scrittrice” — porti avanti un dialogo costante con i tuoi lettori. Quanto conta per te la dimensione della community nel condividere le varie fasi della tua evoluzione artistica, dalla narrativa fantastica alla divulgazione?

Moltissimo. È fondamentale per me avere delle persone che condividono le loro idee e opinioni. Il confronto è vitale per crescere, migliorarsi e imparare. I social, quando usati bene, sono una risorsa che permette di collegare persone anche molto distanti tra loro, ma con interessi comuni. Essi possono anche far sentire meno soli, che non è cosa da poco, specialmente per chi come me tende all’isolamento. starsene da solo.

Protagonista:
Ilaria Pernigotti (scrittrice e divulgatrice)

Opere Principali:

  • dilogia Sci-Fi “Le avventure di Lea” composta dal vol. 1 “La figlia dei due mondi” (2021) e il vol. 2 “Onore & Fedeltà” (2022).
  • Romanzo storico-biografico/memoire “Vivere il Teatro. Quando ho conosciuto Fernandel”(Nulla Die, 2026).

Prossime uscite:

  • Saggio divulgativo sulla neurodivergenza (forse 2027)

Intervista a Ilaria Pernigotti: Scrittrice e divulgatrice

Redazione The Digital Moon

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