Intervista a Valeria Capaldo: Lotta allo stigma dell’obesità
Intervista a Valeria Capaldo: Lotta allo stigma dell’obesità
A ottobre ti laurei in giurisprudenza e stai già svolgendo la pratica anticipata da avvocato. In che modo il rigore, l’analisi e la ricerca di giustizia che appartengono al tuo percorso di studi ti aiutano ad affrontare con maggiore consapevolezza anche la battaglia contro la disinformazione scientifica e sociale?
Studiare Giurisprudenza mi ha temprata tantissimo! È una facoltà molto rigorosa, che richiede resilienza e tanta disciplina! Passare tantissime ore al giorno sui libri, affrontando materie estremamente complesse, mi ha insegnato soprattutto che posso farcela anche quando qualcosa sembra molto più grande di me!
Oggi, dopo aver superato tutti gli esami, mi sento molto più forte e consapevole delle mie capacità. Ho deciso di trasformare questa forza anche nella mia attività di divulgazione. Questo approccio è entrato anche nel modo in cui parlo del mio percorso bariatrico: racconto la mia esperienza, ma distinguo sempre ciò che appartiene alla mia storia da ciò che riguarda la chirurgia bariatrica in senso tecnico.
Nel tuo percorso personale hai scelto di sottoporti a una sleeve gastrectomy, un intervento che ti ha portato a perdere 50 kg in un solo anno. Qual è stato il momento esatto in cui hai capito che era giunto il momento di affidarti a questo percorso terapeutico e di cambiare radicalmente vita?
Non c’è stato un unico momento, in realtà ho capito che dovevo operarmi quando sono arrivata ad avere paura di uscire di casa per il giudizio delle persone! Mi faceva malissimo guardarmi allo specchio perché pensavo: “Io non sono quella ragazza. Non mi riconosco!”
Anche fisicamente la situazione era diventata insostenibile: avevo dolore ai talloni, problemi alle gambe e sentivo di non voler più vivere in quel corpo!! A un certo punto ho semplicemente detto basta. “Se non mi salvo da sola, non mi salva nessuno.” Ed è lì che ho capito che affidarmi alla chirurgia non significava arrendermi, ma scegliere finalmente di curarmi. Il mio chirurgo, il dottor Rossini, mi ha dato l’idoneità il 28/06/2023 e da lì in effetti la mia vita è radicalmente cambiata in meglio.
Spesso l’obesità viene erroneamente ridotta a una mancanza di forza di volontà o a un problema estettivo, quando in realtà si tratta di una vera e propria malattia cronica. Quanto conta scardinare questo stigma sociale per permettere a chi ne soffre di chiedere aiuto senza provare senso di colpa o vergogna?
È fondamentale scardinare lo stigma dell’obesità! Dire a una persona con obesità che deve semplicemente avere più forza di volontà significa ridurre una malattia complessa a un difetto caratteriale…
Lo stigma può diventare persino un ostacolo alla cura, perché vergogna e senso di colpa possono impedire a una persona di chiedere aiuto. Io vorrei contribuire a cambiare proprio questo racconto: curarsi non significa essere deboli. Significa riconoscere di avere bisogno di aiuto e avere il coraggio di intraprendere un percorso!
Ribadisci spesso che la sleeve non è una “soluzione magica”, ma un potente strumento terapeutico che richiede un profondo cambio di abitudini e un costante percorso di follow-up. Quali sono state le sfide quotidiane e psicologiche più importanti che hai dovuto affrontare per sostenere questa trasformazione?
La parte più difficile non è stata perdere 50 kg, ero determinata! È stato imparare a vivere dentro un corpo completamente diverso, mentre la mia mente aveva ancora bisogno di tempo per riconoscersi…
Ho dovuto cambiare il rapporto con il cibo, con il mio corpo e con l’immagine che avevo di me stessa. E poi c’è una paura che viene raccontata troppo poco: la paura di poter tornare indietro!
La chirurgia è uno strumento potente, ti permette di iniziare un percorso ma poi devi imparare a costruire e mantenere nuove abitudini. E questo significa accettare che ci saranno momenti più facili e altri più difficili…
Con il nome d’arte Valeria Sunny hai scelto di esporre la tua storia e parlare di bariatrica con trasparenza e consapevolezza. Qual è il messaggio principale che speri di trasmettere a chi ti segue e qual è il futuro che stai costruendo, tra la professione legale e la tua attività di divulgazione personale?
Le persone affette da obesità non dovrebbero vergognarsi MAI di chiedere aiuto e non permettete al giudizio degli altri di decidere quanto valete!
Oggi ho una quantità di energia che prima non avevo e le persone mi scrivono spesso che amano questa mia luce!
Adesso quindi sento come di avere una missione: essere un faro per chi sta ancora attraversando il buio dell’obesità… Perché credo che solo chi ha conosciuto davvero il dolore possa comprendere fino in fondo cosa significhi riuscire a portare un po’ di luce nella vita di qualcun altro!
In bocca al lupo a tutti!
Intervista a Valeria Capaldo: Lotta allo stigma dell’obesità
Redazione The Digital Moon
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