IntervisteMusica

Intervista a Enrique Del Barrio: Melodic techno ed emozione

Intervista a Enrique Del Barrio: Melodic techno ed emozione


Sei legato alla musica elettronica dal 2004 e il tuo percorso artistico affonda le radici nella House per poi evolversi verso la Melodic Techno e la Progressive House. In che modo queste sonorità hanno plasmato il tuo linguaggio in consolle e qual è la storia che cerchi di raccontare quando ti trovi di fronte al pubblico?

Anche se la mia passione per la musica elettronica è nata fin da bambino, ho sempre avuto una grande curiosità e una profonda fascinazione per la musica e, in particolare, per la scoperta di nuovi suoni. Con il tempo, la musica elettronica ha assunto un’importanza sempre maggiore nella mia vita, fino a quando, nel 2004, un viaggio a Ibiza ha rappresentato un vero punto di svolta. Lì ho scoperto in modo molto speciale i suoni caratteristici dell’isola, la sua energia e, soprattutto, il modo in cui la musica poteva creare un’atmosfera e mettere in connessione le persone. È stato allora che ho deciso di iniziare il mio percorso come DJ.

Le mie radici affondano nella musica House, che è stata il punto di partenza della mia identità musicale. Nel corso degli anni, il mio sound si è evoluto naturalmente verso la Progressive House e la Melodic Techno, anche se quell’essenza House è ancora molto presente nel mio modo di vivere e interpretare la musica.

Per me, una sessione è molto più di una semplice successione di brani. Mi piace costruire un viaggio in cui melodia, emozione ed energia abbiano ognuna il proprio spazio. Cerco di creare atmosfere e momenti diversi che permettano al pubblico di lasciarsi alle spalle, per un po’, tutto ciò che lo circonda e di lasciarsi semplicemente trasportare dalla musica.

Quando sono davanti al pubblico, non penso soltanto a quale sarà la traccia successiva, ma a ciò che voglio far sentire. Mi piace che ogni sessione abbia un’anima, che ci siano momenti per emozionarsi, altri per liberare energia e, soprattutto, che per qualche ora le persone possano staccare dalla quotidianità, divertirsi e vivere pienamente il momento. Per me, riuscire a trasmettere tutto questo è una delle cose più gratificanti e belle dell’essere DJ.


Nel corso della tua carriera hai suonato in club ed eventi prestigiosi come Macarena Club Barcelona, Hangar 48 e Zuma Madrid, condividendo la consolle con artisti del calibro di Wally López. Quali insegnamenti fondamentali ti hanno lasciato queste esibizioni dal vivo e il lavoro in studio a quattro mani?

Ogni esibizione mi ha lasciato qualcosa di diverso, perché ogni pubblico, ogni luogo e ogni momento sono unici. Ho avuto l’opportunità di suonare in club e spazi molto diversi tra loro, come Macarena Club Barcelona, Misericordia, Hangar 48, Tempo Audiophile Club e Zuma Madrid, e ognuno di questi luoghi mi ha aiutato a crescere e a comprendere meglio il mio modo di comunicare attraverso la musica.

Una delle cose più importanti che ho imparato è saper leggere il pubblico e adattarmi a ogni situazione senza perdere la mia identità. Per me, una buona sessione è una conversazione tra il DJ e le persone che ha davanti. Puoi arrivare con un’idea o una selezione preparata, ma poi devi saper ascoltare ciò che sta accadendo in pista e lasciarti guidare anche da quel momento.

Condividere la consolle e lavorare in studio con artisti come Wally López è stata inoltre un’esperienza molto arricchente. Mi ha permesso di conoscere altri modi di vivere e interpretare la musica, di confrontarmi, scambiare idee e ampliare la mia visione. In studio, inoltre, si scopre quanto una canzone possa crescere quando si condivide un’idea con un’altra persona e si è disposti ad ascoltare e a mettere in discussione la propria visione.

Alla fine, sia la consolle che lo studio mi hanno insegnato che la musica è un percorso di continua evoluzione. Ogni sessione, ogni pubblico e ogni collaborazione lasciano qualcosa dentro di te, e credo che sia proprio questa continua crescita a mantenere viva la mia passione.


Come produttore stai vivendo una fase di grande fermento, lavorando a nuove tracce e collaborazioni con Wally López e Mr. Tow. Quali sono gli elementi chiave, le atmosfere e le frequenze che stanno definendo il sound e l’identità di KAIK nelle tue nuove uscite?

In questo momento sto vivendo una fase molto produttiva che sto sviluppando con grande entusiasmo, lavorando a nuovi brani e progetti che mi stanno permettendo di continuare a esplorare e definire, poco alla volta, il sound di KAIK.

Cerco un sound che combini melodia, profondità ed emozione, ma che allo stesso tempo abbia energia e forza quando arriva in pista. Mi interessano soprattutto le atmosfere avvolgenti, le linee di basso presenti e quelle melodie capaci di rimanere nella mente e di suscitare un’emozione anche dopo la fine del brano.

Non voglio seguire una formula precisa né racchiudere il sound di KAIK in un’unica etichetta. Anche se la mia base è principalmente nella Melodic Techno e nella Progressive House, continuo a sentire molto forte la mia radice nella musica House, insieme a tutte le influenze musicali che ho accumulato nel corso degli anni.

Per me, la cosa più importante è che ogni produzione abbia personalità ed emozione; che non sia semplicemente un brano efficace in pista, ma un pezzo che abbia qualcosa da trasmettere e che possa far parte della storia che sto costruendo come KAIK.


Stai sviluppando un ambizioso progetto audiovisivo che unisce musica elettronica, natura e riprese aeree con i droni in location iconiche. Come nasce l’idea di integrare il paesaggio e la luce come parte integrante della narrazione musicale e non come un semplice sfondo?

Il mio legame con la natura nasce dalle mie stesse radici. I miei genitori sono originari di due piccoli paesi, uno nella provincia di Salamanca e l’altro in quella di Segovia, e fin da piccolo sono cresciuto a stretto contatto con gli ambienti naturali. Per me, la natura è sempre stata una fonte di ispirazione, di energia e anche di tranquillità.

Per questo, quando ho iniziato a sviluppare questo progetto audiovisivo, ho avuto molto chiaro che non volevo utilizzare la natura semplicemente come uno scenario suggestivo per le mie sessioni. Volevo mettere in connessione la musica con l’ambiente e fare in modo che entrambi diventassero parte della stessa esperienza.

Credo che la musica elettronica e la natura possano combinarsi in modo davvero speciale quando si scelgono i brani giusti per ogni luogo e per ogni momento della giornata. Mi piacciono soprattutto le albe e i tramonti, perché sono momenti magici in cui la luce, i colori e l’atmosfera dell’ambiente assumono una dimensione davvero speciale. In quei momenti cerco suoni eleganti, melodici e avvolgenti, che permettano alla musica di dialogare con il paesaggio invece di imporsi su di esso.

Le riprese aeree con il drone contribuiscono a completare questa esperienza e permettono di mostrare l’ambiente da prospettive che normalmente non possiamo osservare. La luce, il paesaggio, il movimento delle immagini e l’evoluzione della musica diventano così elementi diversi di un’unica narrazione.

Il mio intento è che questi set trasmettano una sensazione di libertà, emozione e connessione, e che chi li guarda non si limiti ad ascoltare la mia musica, ma possa percepire, anche attraverso uno schermo, l’energia e la bellezza del luogo in cui sto suonando.


Questo nuovo format visivo punta a viaggiare in diverse location emblematiche tra la Spagna e l’estero. Guardando al futuro, quali sono le tappe che sogni di raggiungere e come vedi l’evoluzione complessiva del progetto KAIK nei prossimi anni?

Il mio sogno è che questo progetto continui a crescere e possa viaggiare in luoghi diversi, sia in Spagna che all’estero. La Spagna offre una straordinaria varietà di paesaggi e ci sono ancora moltissimi luoghi che vorrei scoprire e trasformare in scenari per le mie sessioni, ma mi entusiasma anche l’idea di portare il progetto in altri Paesi ed esplorare ambienti completamente diversi.

Mi piacerebbe registrare in luoghi in cui il paesaggio abbia una propria identità e possa dialogare con la musica: montagne, coste, boschi, deserti o spazi particolari che permettano di creare un’esperienza diversa per ogni sessione. Non si tratta semplicemente di cercare luoghi spettacolari, ma di trovare luoghi che trasmettano qualcosa e che abbiano una connessione speciale con la musica.

Dal punto di vista artistico, voglio continuare a crescere come DJ e produttore, pubblicare musica che rappresenti sempre meglio la mia identità e continuare a sviluppare questo concept audiovisivo fino a trasformarlo in una parte riconoscibile del progetto KAIK.

Il mio obiettivo è che KAIK possa diventare un’esperienza che vada oltre la musica e combini suono, emozione, natura e immagine. E, soprattutto, continuare a godermi il percorso, scoprire nuovi luoghi, creare nuove storie e condividerle con le persone che si connettono con la mia musica.

Enrique del Barrio (KAIK)|Ig: @kaik_music


Intervista a Enrique Del Barrio: Melodic techno ed emozione

Redazione The Digital Moon

Social The Digital Moon | Leggi altri aritcoli qui.

https://www.instagram.com/thedigitalmoon