Intervista ad Antonio marino: Da Napoli alla community de Il Celiaco Indignato
Intervista ad Antonio marino: Da Napoli alla community de Il Celiaco Indignato
Sei nato a Napoli, vivi nelle Marche e ti occupi di marketing, ma nel 2021 hai creato Il Celiaco Indignato quasi per sfogo: cosa ti ha fatto dire “lamentarmi con gli amici non basta più”?
Il fatto che vivevo sulla mia pelle tantissime di quelle situazioni davvero scomode ed indignanti (un sovrapprezzo esagerato, qualità scadenti dei prodotti, ignoranza dei ristoratori), che ad un certo punto ho sentito il bisogno di dover far sentire la mia voce, e quella dei celiaci che vivevano le stesse situazioni.
Racconti spesso di frasi come “quanto sei celiaco?” o del sovrapprezzo per una necessità medica: qual è stata l’esperienza quotidiana che ti ha fatto più indignare e che ti ha spinto a usare ironia e indignazione costruttiva invece del vittimismo?
Il dover dare continuamente spiegazioni, la sofferenza del fatto che c’è questa sensazione che noi celiaci ne sappiamo di più dei ristoratori, o dei locali che offrono alimenti e bevande, che dovrebbero essere invece i primi ad essere informati. In tutto questo ci sono anche quelle persone che in maniera innocente, o voluta, ignorano cosa sia la celiachia ed utilizzano la superficialità come metodo di difesa.
La tua pagina è diventata una community di migliaia di persone e dici che quando recensisci un locale non ti interessa solo se il cibo è buono ma come viene accolto un celiaco e quanto ci si sente al sicuro: cosa guardi davvero quando entri in un ristorante?
L’esperienza, come un celiaco viene trattato. È ovvio che mi importa poter mangiare bene, e che vengano utilizzati prodotti studiati e di qualità, parlo anche di questo. Ma la priorità è sapere che, come celiaco, verrò accolto bene, che ci sia conoscenza della materia e che io possa essere messo a mio agio nel godermi il mio pasto. Queste cose fanno tantissimo la differenza. Perché se c’è questo, di sicuro anche il prodotto sarà di qualità.
Hai collaborato con aziende, locali ed eventi del mondo senza glutine mantenendo la stessa linea di raccontare solo ciò che è utile: come scegli con chi collaborare senza snaturare il progetto?
Semplicemente, prima di avviare la collaborazione, mi assicuro che il mio tono comunicativo non venga snaturato, che sia apprezzata la mia onestà. Poi sicuramente il fatto che, prima di poter postare contenuti e fare qualsiasi tipo di recensione, io possa provare i prodotti e capire se mi piacciono realmente. Infine sicuramente anche l’etica: se la collaborazione prevede un qualcosa che possa mettere in pericolo i celiaci, o che non possa fargli vivere un’esperienza all’altezza, nessuna somma di denaro, o ricompensa, può valere la loro salute e la mia immagine.
Il tuo sogno è che un giorno Il Celiaco Indignato non abbia più bisogno di indignarsi: secondo te, tra diritti, disinformazione e rapporto con la ristorazione, qual è la cosa che deve migliorare per prima per arrivarci?
Il fatto che tutti debbano capire che la nostra non è una scelta, e che abbiamo il diritto di avere le stesse opportunità sociali di chiunque altro. Finché non ci sarà sempre più informazione, ma corretta, saremo arenati continuamente nella stessa situazione.
Antonio Marino|Ig: @ilceliacoindignato
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Redazione The Digital Moon
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