Intervista a “Se Fem”: la community digitale che connette i giovani
Intervista a “Se Fem”: la community digitale che connette i giovani
Il progetto nasce da una domanda comunissima in Ticino (“Se Fem?”), per sfatare il mito che sul territorio “non ci sia mai niente da fare”. Com’è nata l’idea di trasformare questo tormentone quotidiano in una vera e propria missione digitale?
L’idea è nata in modo molto spontaneo. “Se Fem?” è una domanda che tutti noi abbiamo sentito o pronunciato almeno una volta. Quando arriva il fine settimana, una serata libera o semplicemente la voglia di fare qualcosa di diverso, è una delle prime cose che ci si chiede. Con il tempo ci siamo accorti che questa domanda era spesso accompagnata da una convinzione che sentivamo ripetere sempre più spesso: “In Ticino non c’è mai niente da fare”. Una frase che non ci ha mai convinto fino in fondo.
Vivendo il territorio ci siamo resi conto che la realtà era molto diversa. Eventi, concerti, manifestazioni, attività sportive, feste popolari, iniziative culturali e ricreative esistono e sono numerose. Molto spesso però non riescono a raggiungere le persone interessate perché le informazioni sono sparse tra decine di canali differenti. Da lì è nata l’idea di creare Se Fem?: un progetto capace di raccogliere, valorizzare e rendere più visibile tutto ciò che accade sul territorio ticinese. Più che una pagina social, abbiamo voluto costruire uno strumento utile alle persone, capace di trasformare una semplice domanda in una risposta concreta.
Avete giustamente individuato che il problema principale non è la mancanza di eventi, ma la frammentazione delle informazioni. Quali sono state le sfide più grandi nel centralizzare queste segnalazioni e nel diventare un punto di riferimento sia per il pubblico sia per gli organizzatori locali?
La sfida più grande è stata probabilmente quella di costruire fiducia. Quando si parte da zero bisogna dimostrare, giorno dopo giorno, di essere presenti, affidabili e realmente interessati a valorizzare il lavoro degli altri. Organizzare un evento richiede impegno, tempo e investimenti, quindi è naturale che gli organizzatori siano attenti a chi scelgono per collaborare. Allo stesso tempo abbiamo dovuto imparare a muoverci in un ecosistema molto eterogeneo. Il Ticino è ricco di realtà diverse tra loro: piccoli eventi di paese, grandi festival, associazioni culturali, società sportive, locali, enti turistici e organizzazioni no profit. Fin dall’inizio abbiamo scelto di non limitarci a un singolo settore. Crediamo che la ricchezza del territorio stia proprio nella sua varietà.
Oggi una delle soddisfazioni più grandi è vedere che sempre più organizzatori ci contattano spontaneamente per segnalarci le loro iniziative. Questo significa che Se Fem? viene percepito come uno spazio aperto e accessibile, capace di dare visibilità a chi contribuisce a rendere vivo il territorio. Siamo ancora all’inizio del percorso, ma il fatto che sempre più persone ci considerino un punto di riferimento ci conferma che stiamo andando nella direzione giusta.
Nella vostra presentazione parlate del paradosso moderno: siamo sempre più connessi online, ma distanti nelle relazioni umane. In che modo “Se Fem?” riesce a usare il mondo digitale come un trampolino per spingere le persone – soprattutto i giovani – a vivere esperienze reali e autentiche offline?
Crediamo che la tecnologia non sia il problema. Il problema nasce quando diventa l’unico modo di vivere le proprie relazioni. I social network sono strumenti straordinari per scoprire informazioni, conoscere persone e condividere passioni. Tuttavia nulla può sostituire l’esperienza reale di un concerto, di una festa, di un evento sportivo o di una semplice serata passata in compagnia.
Se Fem? utilizza il digitale come un mezzo e non come un fine.
Il nostro obiettivo non è trattenere le persone sullo schermo il più a lungo possibile, ma fare esattamente il contrario: aiutarle a trovare motivi per uscire di casa, incontrarsi, vivere nuove esperienze e creare ricordi reali. Pensiamo che molti giovani abbiano ancora voglia di socialità autentica. Hanno voglia di scoprire luoghi nuovi, conoscere persone con interessi simili, vivere il proprio territorio e sentirsi parte di una comunità. Se anche grazie a un nostro contenuto una persona decide di partecipare a un evento che non avrebbe mai scoperto, allora abbiamo raggiunto il nostro obiettivo. In fondo Se Fem? nasce proprio da questo: usare il digitale per riportare le persone nel mondo reale.
Negli ultimi mesi il progetto sta registrando una crescita importante, con sempre più realtà locali che vi contattano per collaborare. Come gestite questa crescente responsabilità e quali criteri utilizzate per selezionare e dare spazio alle diverse anime del Cantone (dalla cultura allo sport, fino alle feste di paese)?
La crescita ci rende molto felici, ma allo stesso tempo ci ricorda la responsabilità che abbiamo nei confronti della community e degli organizzatori che si affidano a noi. Il nostro approccio è molto semplice: cerchiamo di essere inclusivi e dare spazio a tutte quelle realtà che contribuiscono positivamente alla vita del territorio. Non ci concentriamo su una sola categoria di eventi.
Ci interessano la musica, la cultura, lo sport, il volontariato, le attività per famiglie, le tradizioni locali, le feste popolari e tutte quelle iniziative che creano occasioni di incontro e aggregazione. Crediamo che il Ticino abbia valore proprio perché è composto da tante anime diverse che convivono e si completano a vicenda. Per questo motivo cerchiamo di mantenere un approccio equilibrato, valorizzando sia gli eventi più grandi sia quelli più piccoli, che spesso rappresentano il cuore delle comunità locali. Il nostro compito non è decidere cosa sia importante e cosa non lo sia, ma aiutare le persone a scoprire opportunità che altrimenti rischierebbero di passare inosservate.
Guardando al futuro, dichiarate di non voler essere semplicemente una pagina social, ma di voler costruire una vera e propria community attiva attorno al territorio ticinese. Quali sono i prossimi passi, i nuovi format o gli strumenti che state sviluppando per far crescere ulteriormente questo ecosistema?
Il nostro obiettivo è continuare a evolvere mantenendo la stessa autenticità con cui è nato il progetto. Stiamo lavorando a nuovi format editoriali che permettano di raccontare il territorio in modo sempre più coinvolgente, dando spazio non solo agli eventi ma anche alle persone, alle storie e alle realtà che li rendono possibili. Parallelamente stiamo sviluppando strumenti digitali che possano rendere ancora più semplice la scoperta degli eventi e la connessione tra utenti e organizzatori.
La nostra visione è quella di creare un ecosistema in cui chi organizza possa trovare visibilità e chi cerca qualcosa da fare possa trovare ispirazione in modo rapido e intuitivo. Più in generale, vogliamo continuare a costruire una community attiva, partecipativa e curiosa, capace di vivere il territorio in maniera più consapevole. Se Fem? è nato da una domanda molto semplice. La nostra ambizione è che, in futuro, quella stessa domanda trovi sempre più facilmente una risposta.
Intervista a “Se Fem”: la community digitale che connette i giovani
Redazione The Digital Moon
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