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Intervista a Daniela: Percorso multidisciplinare tra radio e consolle

Intervista a Daniela: Percorso multidisciplinare tra radio e consolle


Come è nata la tua passione per la musica e quali sono state le prime esperienze che ti hanno avvicinata a questo mondo?

La mia passione per la musica nasce da piccolissima con le musicassette e i dischi di mia mamma, canticchiavo melodie mentre giocavo…poi in terza media ebbi una piccola parte da solista nella canzone “We are the World” allo spettacolo natalizio. E notai una generosa reazione da parte del pubblico quando cantai io, con gli altri bambini non avevano applaudito così, quindi capii che ero piaciuta più degli altri.

Questa è stata la prima esperienza, poi sono passati molti anni prima di potermi permettere delle lezioni vere e proprie. Successivamente ho iniziato facendo pianobar, con le basi.


In che modo le tue diverse attività – speaker radiofonica, DJ, insegnante e cantante – si influenzano a vicenda?

Ruota tutto intorno alla musica e mi piace moltissimo potervi lavorare con una rosa così ampia di attività. Comunque fare la speaker mi permette di tenermi aggiornata mentre studio per le puntate, invece per esempio insegnare ai bambini mi aiuta a capire quanto io abbia interiorizzato la teoria musicale perché in quel momento la devo trasmettere.

Si dice che se non sai spiegare qualcosa a un bambino vuol dire che non l’hai capita nemmeno tu. Ed è proprio vero. Fare la DJ, mi aiuta moltissimo con la ritmica anche per quando devo cantare e infine essere cantante e fare concerti è come la ciliegina sulla torta di tutto ciò.


Cosa ti sta dando il percorso di Canto Pop al Conservatorio e come sta contribuendo alla tua crescita artistica?

È una parte fondamentale: è ciò che mi ha spinto a lasciare il mio vecchio lavoro per dedicarmi completamente alla musica. Un percorso così impegnativo mi ha messo di fronte a una scelta. Non potevo più farlo semplicemente come hobby.

Mi completa moltissimo perché la musica non è più qualcosa di astratto. Certamente un può farla semplicemente a orecchio, se sei particolarmente dotato puoi permetterti di non conoscerla per farla, ma ad un certo punto se non sai leggere uno spartito o non conosci l’armonia ne paghi il conto con grossi limiti (io ne ho ancora assai da studiare!). Anche dal punto di vista strettamente lavorativo, serve il diploma accademico.


Quali sono le principali sfide che incontri nel conciliare ambiti così diversi della musica?

Al momento l’unica sfida è riuscire ad ottenere guadagni che siano pari al mio vecchio stipendio. Perché in Italia ancora la musica non è considerata un vero e proprio mestiere a meno che tu non lo faccia ad altissimi livelli. Sai, ho lasciato il lavoro da appena 5 mesi quindi sto ancora studiando e progettando quello che sarà il mio futuro.


Che tipo di artista desideri diventare in futuro e quali sono i tuoi prossimi obiettivi?

Sicuramente vorrei essere quel tipo di artista che si può permettere di NON preoccuparsi di arrivare a fine mese, ecco, una volta messo a segno questo piccolo obiettivo, il mio desiderio è creare. Saper scrivere musica inedita, e quindi comunicare attraverso la musica.

Sono sempre stata una comunicatrice. Attraverso racconti, poi attraverso i social, è proprio un mio bisogno, quindi l’obiettivo che ho è padroneggiare la scrittura musicale così bene da poter scrivere musica mia. Poi un altro sogno è tornare al mio primo amore, la scrittura con le parole. Mi piacerebbe scrivere almeno un libro in questa vita…voglio fare tantissime cose lo so, cosa ne pensate, sono troppe??

Daniela Bassi


Intervista a Daniela: Percorso multidisciplinare tra radio e consolle

Redazione The Digital Moon

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