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Il crimine di essere felici

Il crimine di essere felici

C’è un tipo di vertigine che non è legata all’acrofobia. È il terrore e l’estasi di camminare alla luce del sole con chi dovresti amare solo al buio. Quel giorno al mare d’inverno, per poche ore, abbiamo finto di essere una coppia normale. E quella normalità, così banale per gli altri, per noi è stata come il paradiso.


La luce del sole

“Qual è il ricordo che ti fa più male?”
“Non è il sesso” rispondo al dottore, sicuro, guardando un raggio di sole che taglia la stanza. “È quel giorno al mare. Quel maledetto martedì in cui abbiamo rubato un giorno intero alle nostre vite.”
“Perché ti fa male?”
“Perché alla luce del sole eravamo bellissimi. E perché ho capito che la normalità era l’unica cosa che non avrei mai potuto avere.”


Una lettera dal paradiso perduto

Ti scrivo per ricordare il giorno in cui abbiamo osato. Abbiamo preso la macchina e siamo scappati dalla città verso il mare. Ricordi il panico dei primi chilometri? Guardavamo gli specchietti retrovisori come due fuggitivi, temendo di vedere le auto dei nostri coniugi inseguirci a sirene spiegate.

Poi, arrivati sul lungomare deserto, qualcosa è cambiato. Mi hai preso la mano. Non sotto un tavolo di un ristorante buio, ma davanti al mondo. In quel momento, abbiamo commesso il crimine di essere felici senza chiedere il permesso a nessuno.


La vertigine della normalità

Abbiamo camminato sulla sabbia umida, mangiando un panino su un muretto. Gesti banali che milioni di coppie compiono senza pensarci, ma che per noi erano un miracolo. Mi sono sentito ubriaco di normalità. Ho pensato: “Ecco come sarebbe fare la spesa con te, o annoiarsi la domenica”.

Sapevamo che lo spettacolo sarebbe finito al tramonto, ma quella consapevolezza rendeva tutto più prezioso. Ogni risata aveva una data di scadenza. Ogni secondo valeva quanto un’ora passata nell’ombra. Ti ho comprato un gelato al pistacchio nonostante il freddo, e mentre lo mangiavi ho capito che il crimine di essere felici in piena luce del giorno aveva un prezzo altissimo: renderci conto di quanto fosse impossibile.


Il veleno della possibilità

Ma la carrozza è tornata zucca. Ti ho lasciata a due isolati da casa tua e ti ho vista camminare verso la tua vita “legittima”, quella dove io non potevo esistere. Quel giorno mi ha rovinato. Finché eravamo solo amanti clandestini, c’era una logica. Ma dopo aver assaggiato la luce, il buio della stanza numero venti non mi è più bastato. Volevo il paradiso intero, non solo le briciole.


Il granello di sabbia

Metto questa lettera nella scatola. Conserva ancora un granello di quella sabbia. È tutto quello che resta: il ricordo di quanto siamo stati coraggiosi e stupidi. È stato solo un giorno, ma per quelle ore siamo stati reali. Abbiamo osato sfidare il destino, accettando la condanna più dura: la consapevolezza di ciò che avremmo potuto essere, se solo il mondo fosse stato diverso.


Il crimine di essere felici

Dario Fossati

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Dario Fossati

Autore ombra e 'Moonie' nell'anima. Ho scelto di cancellare il mio volto per dare voce all'unica cosa che conta davvero: le storie. Racconto ciò che spesso nascondiamo sotto la superficie: la complessità, la vertigine, la disperazione... Qui su The Digital Moon, condivido il mio viaggio senza filtri. Perché anche la luna ha un lato in ombra, ed è lì che accadono le cose più interessanti.