Intervista a Giovanni Tarantino: Imprenditore Multibrand
Intervista a Giovanni Tarantino: Imprenditore Multibrand
Giovanni, sei giovanissimo ma già alla guida di più realtà imprenditoriali. Da dove nasce questa spinta a creare e gestire aziende?
Fin da piccolo ho avuto una vocazione per il mondo dell’imprenditoria, anche se la mia carriera è iniziata nel campo della politica. Mi è sempre piaciuta l’idea di creare qualcosa che restasse nella memoria delle persone, senza mai guardare solo all’aspetto economico. Per me l’impresa è un modo di lasciare un segno, di costruire valore reale.
Partiamo da We Host Srls: di cosa si occupa esattamente e qual è la filosofia dietro la Marmur Suite?
La Marmur Suite è stata la mia prima attività imprenditoriale, quella che mi ha portato a diventare il Giovanni Tarantino di oggi. Da lì ho appreso tutto ciò che riguarda la gestione e la visione economico-commerciale di un’azienda.
L’idea della Marmur Suite è nata insieme a Luigi Mirante, in un periodo post-COVID in cui pochi credevano nella ripresa economica legata al turismo. Ho deciso di portare innovazione e design nella mia struttura, inserendo vasche idromassaggio in camera e attrezzature all’avanguardia. È stata una sfida che ha dato vita a un nuovo modo di intendere l’ospitalità a Palermo.
Dragon Group Srl è forse la tua realtà più nota. Puoi raccontarci com’è nata la Dragon Club e perché ha avuto così tanto successo?
La Dragon Club è l’attività che mi ha permesso di farmi conoscere in tutta Italia in meno di un anno. Il progetto è cresciuto rapidamente, espandendosi anche a Napoli e Roma.
Il brand è stato associato a personaggi del mondo dello spettacolo, creando un format innovativo e riconoscibile. Oggi, quando la gente parla di Dragon Club, la identifica con il mio nome — e questo mi rende orgoglioso. La mia missione non è mai stata solo quella di fatturare, ma di lasciare un’impronta nella mente delle persone.
E Dragon Food? Cosa la rende unica rispetto alla concorrenza?
Ho ceduto il ramo d’azienda della Dragon Food a un investitore di Como, poiché ho deciso di concentrare le mie energie su altri settori come la Dragon Club e i lidi estivi targati Vibra Loca. Ogni progetto è una tappa di crescita e la scelta di cedere Dragon Food mi ha permesso di dedicarmi a realtà con un potenziale ancora più ampio.
Nel 2024 hai lanciato anche Dragon Watch, un brand di orologi. Cosa ti ha spinto a entrare nel settore dell’orologeria?
Dragon Watch è stata una sfida vinta insieme al mio amico e socio Alfonso D’Apice, personaggio pubblico noto per la partecipazione a “Temptation Island” e al “Grande Fratello”. La nostra amicizia è nata per caso, durante un’ospitata alla Dragon Club, e da lì è nato un progetto che si è trasformato in un grande successo.
In pochi mesi hai venduto oltre 500 orologi: qual è stato il segreto del lancio così forte del brand?
Abbiamo capito che la gente non voleva semplicemente comprare un orologio, ma vivere un’esperienza. Il nostro segreto è stato proprio questo: offrire non solo un prodotto, ma quarantotto ore di emozioni con noi, unendo il lusso del brand al valore del contatto umano e dell’esperienza condivisa.
Oltre al food e all’hospitality, ti sei lanciato anche nell’energia sostenibile con Unicosì Srl. Di cosa si occupa e perché hai scelto questo settore?
Credo che ogni imprenditore debba strutturarsi su più settori diversi. Solo così si riesce a creare una rete di aziende solide, capaci di operare in sinergia senza ostacolarsi a vicenda.
Con Unicosì Srl ho voluto investire nel futuro, in un campo sostenibile e necessario, dove l’innovazione può davvero migliorare la qualità della vita e dell’ambiente.
Come riesci a bilanciare e gestire tre aziende così diverse tra loro?
Sono riuscito a costruire un team che mi vede come leader, non come capo. All’interno di ogni azienda ho individuato figure chiave — manager e responsabili — che ho diviso e organizzato per settori specifici.
Solo grazie a una grande squadra si può trasformare una visione in realtà. Io fornisco la direzione, ma è il gruppo a far muovere la macchina ogni giorno.
Qual è stato il momento più difficile nel tuo percorso imprenditoriale e come l’hai superato?
Il momento più difficile è arrivato dopo il sequestro della Dragon Club. È stato un periodo buio, ho toccato il punto più basso. Ma non ho mai mollato.
Mi sono rimboccato le maniche e ho dato tutto me stesso per far riemergere quella che molti davano per spacciata. Oggi la Dragon Club è un’azienda solida, pronta ad aprire il suo terzo locale e con l’obiettivo di espandersi in altre due città italiane nel prossimo anno.
Le difficoltà mi hanno insegnato che un vero imprenditore non si misura nei momenti di successo, ma in quelli di crisi.
Palermo è spesso considerata una piazza complicata per fare impresa. Tu che esperienza hai avuto?
Palermo per me è casa, la mia città natale, ma anche una piazza complessa. La movida è spesso colpita da problematiche e restrizioni, e aprire un locale nella nightlife palermitana è una sfida per veri temerari.
L’esperienza fuori mi ha formato e mi ha fatto capire che, purtroppo, la movida palermitana è ancora indietro, non solo per le regole imposte dal Comune, ma anche per una questione di mentalità.
Nonostante tutto, continuo a credere nel potenziale di Palermo, perché è una città con un’anima unica che merita di rinascere.
Guardando al futuro: hai già in mente nuovi progetti o espansioni per i tuoi brand?
Sì, l’obiettivo è ambizioso: portare Dragon ad avere quindici club in tutta Europa nei prossimi cinque anni — e, chissà, magari anche fuori continente.
La visione è chiara: trasformare Dragon in un brand internazionale capace di rappresentare l’Italia nel mondo della nightlife.
Che consiglio daresti ai giovani imprenditori che vogliono creare qualcosa partendo da zero?
Non dovete mai soffermarvi sui problemi, ma cercare sempre la soluzione. A ogni ostacolo c’è sempre una via d’uscita.
Io ho creato tutto da zero, sfruttando finanziamenti statali e bancari, superando sequestri e chiusure. Se ce l’ho fatta io, possono farcela anche gli altri.
Il mio consiglio è: non abbatterti, non fermarti ai problemi, ma guarda sempre il bicchiere mezzo pieno. Fare impresa non è facile, ma se ti circondi di persone valide, tecnici competenti e collaboratori in gamba, il risultato prima o poi arriva.
Intervista a Giovanni Tarantino: Imprenditore Multibrand
Redazione The Digital Moon
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