Virus West Nile: Muore 77enne di Roma
Virus West Nile: Muore 77enne di Roma
Cresce l’allarme nella Regione: 28 casi accertati
Il virus West Nile continua a mietere vittime nel Lazio. Un uomo di 77 anni è morto all’alba all’Ospedale Spallanzani di Roma, diventando la seconda vittima in pochi giorni nella regione dopo la donna deceduta la scorsa settimana all’ospedale di Fondi. La vittima, che aveva patologie pregresse e aveva subito un trapianto di cuore in passato, rappresenta un caso emblematico di come il virus possa essere fatale per i soggetti più fragili.
Il profilo della vittima: paziente fragile con trapianto di cuore
L’uomo deceduto era originario della provincia di Latina ma aveva soggiornato ultimamente a Baia Domizia, in provincia di Caserta. Le sue condizioni di salute pregresse, in particolare il fatto di aver subito un trapianto cardiaco, lo rendevano particolarmente vulnerabile alle complicazioni del virus West Nile. I problemi di salute pregressi e il trapianto di cuore ci dicono che si trattava di un paziente fragile per cui l’infezione si è rivelata fatale.
I numeri dell’emergenza: Lazio zona più colpita d’Italia
Il Lazio si conferma l’area più colpita dal virus West Nile, con l’Ospedale Spallanzani che ha registrato 28 casi positivi accertati. Nel 2024 i casi registrati in Italia erano stati 460, perlopiù in Veneto, con venti persone morte e oltre 270 con sintomi neurologici. La situazione attuale mostra un preoccupante incremento dei contagi nella regione laziale rispetto agli anni precedenti.
Secondo l’ultimo bollettino dell’Istituto superiore di Sanità, che risale a tre giorni fa, in totale i casi di contagio di West Nile sono pari a 32 nel 2025, con il Lazio che rappresenta la stragrande maggioranza dei contagi nazionali.
Sintomi e rischi: quando il virus diventa pericoloso
Nella maggior parte dei casi la malattia, che non si trasmette da uomo a uomo, è asintomatica o si manifesta con sintomi leggeri come febbre, mal di testa, nausea e dolori muscolari. Solo in rari casi (circa 1%), e principalmente in soggetti fragili, può avere conseguenze neurologiche gravi.
La West Nile provoca quasi sempre sintomi minimi o lievi ma può essere rischiosa per le persone fragili. È proprio questa caratteristica che rende il virus particolarmente insidioso: mentre la maggior parte della popolazione può contrarlo senza nemmeno accorgersene, per anziani, immunodepressi e persone con patologie croniche può diventare letale.
Le misure di contenimento: estensione ai Castelli Romani
La scorsa settimana si è tenuta una cabina di regia alla Regione Lazio, in cui è stata decisa una estensione delle prescrizioni di contenimento del virus anche ai territori dei Castelli romani e nel tratto del litorale sud. Tra le misure anche il test su tutti i donatori di sangue.
Le autorità sanitarie stanno intensificando i controlli e le misure preventive, estendendo il raggio d’azione delle disinfestazioni e dei monitoraggi. Nel resto d’Italia il prefetto di Napoli ha invitato i Comuni ad eseguire disinfestazioni, corre ai ripari con una barriera protettiva attorno al perimetro urbano anche Alessandria, un caso è stato isolato perfino su un cavallo a Catania che sta attuando tutte le misure di contenimento come da protocollo sanitario.
L’appello alla calma del Presidente Rocca
Il presidente Francesco Rocca ha invitato alla calma: “Non dobbiamo creare allarmismo. Con il virus ormai dobbiamo imparare a conviverci. Non è il Covid. Quindi cerchiamo anche di riportare sul giusto binario”. Le parole del governatore laziale sottolineano l’importanza di mantenere un approccio equilibrato alla gestione dell’emergenza, evitando sia sottovalutazioni che eccessi di preoccupazione.
La diffusione delle zanzare invasive: un problema crescente
In Italia la West Nile è stata individuata per la prima volta nel 1998, e da qualche anno la sua circolazione sta aumentando a causa della crescente diffusione delle zanzare invasive. Il fenomeno è legato ai cambiamenti climatici e alla globalizzazione, che favoriscono l’espansione di specie di zanzare precedentemente confinate in aree tropicali e subtropicali.
Il ministero della Salute ha detto che sta seguendo la situazione e che per il momento “l’andamento epidemiologico è in linea con gli altri anni”, pur riconoscendo la necessità di mantenere alta l’attenzione, soprattutto per la protezione delle categorie più a rischio.
Prevenzione e sorveglianza: la strategia contro il virus
La lotta al virus West Nile si basa principalmente sulla prevenzione attraverso il controllo delle zanzare e la protezione individuale. Le misure includono disinfestazioni mirate, eliminazione dei ristagni d’acqua dove le zanzare si riproducono, e l’utilizzo di repellenti nelle ore serali quando l’attività delle zanzare è maggiore.
Particolare attenzione viene riservata alla sorveglianza delle persone fragili e immunocompromesse, che rappresentano la categoria più a rischio di sviluppare complicazioni neurologiche gravi. La tempestività nella diagnosi e nel trattamento risulta fondamentale per ridurre la mortalità associata al virus.
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Redazione The Digital Moon
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