Intervista ad Ilenia Santoddì: La tradizione siciliana come missione di vita
Intervista ad Ilenia Santoddì: La tradizione siciliana come missione di vita
Lavori nella comunicazione e nei digital media e dici di esserci nata con la passione per la cucina, a 8 anni ai fornelli con un soufflé al cioccolato fallito: cosa ti ha fatto non mollare e continuare fino a oggi?
A 8 anni nessuno sa fare un soufflè però io già sapevo che cucinare e cucinare per altri mi rendeva felice, poi ricevevo i complimenti e quindi capivo che cucinavo anche bene e ho continuato a farlo. Pensa che volevo fare la chef e iscrivermi alla scuola alberghiera e mia madre non me lo permise dicendo “lo chef è un lavoro da maschi”, quindi la mia passione è rimasta nella cucina di casa… poi arrivò il 2020 e il covid, tutti iniziarono a fare video e anche io iniziai a pubblicare dei reel che fecero 100k views come quello della focaccia di RECCO, ma ci vollero 5 anni per crescere sui social e crederci davvero. Il mio lavoro nel media sicuramente mi ha aiutata con le logiche di piattaforma, ma per 5 anni sono stata il classico calzolaio con le scarpe rotte.
Per te cucinare è un’espressione d’amore e una carezza, il cibo che unisce e rende felici: com’è cambiato il tuo modo di cucinare per gli altri da quando le tue nonne non ci sono più?
Quando le nonne sono in vita, si danno tante cose per scontate e pensi che certe cose non finiranno mai. Poi succede che non ci sono più e ti accorgi che nessuno può ricreare certi sapori, le patatine fritte o la cotoletta che faceva mia nonna nemmeno mia mamma riesce a farla uguale con lo stesso sapore. Quindi mi sono convinta che certi ricordi non devono morire e certe ricette e tradizioni devono rimanere vive, ho iniziato a fare la pasta fresca, ho iniziato a ripescare ricette antiche… ora la mia è proprio una cucina dei ricordi perché certi piatti non devono essere dimenticati.
Il tuo forte è la cucina siciliana, la cucina delle nonne, dici “non mi vedrete mai preparare un risotto, piuttosto una pasta al forno”: perché per te è così importante raccontare e tramandare le tradizioni di Caltagirone e della Sicilia?
Io sono una persona nostalgica ed è proprio questa nostalgia che mi porta a voler difendere certe tradizioni. Al giorno d’oggi, è indubbio, stiamo un po’ perdendo le vecchie usanze perché le nonne non ci sono più, perché il mondo va veloce, perché ci sono tanti “io non so cucinare”, perché piano piano si preferiscono i piatti pronti a quelli cucinati a casa e l’idea che certi piatti possano sparire dalla memoria e dalle cucine, mi rattrista. La cucina è anche cultura, per me, non conoscere o dimenticare certe ricette e certe tradizioni significa perdere la cultura del proprio territorio. Per esempio, non sono più tante le persone del mio paese Caltagirone che fanno le “collorelle” preferiscono comprarle al panificio o in pasticceria. Preferiscono prendere dei prodotti mediocri, senza amore e senza sapore. Per me questo non può esistere.
A luglio 2025 il reel della zucchina lunga siciliana ha raggiunto un milione di visualizzazioni tra critiche e complimenti e da 1.700 follower sei arrivata a 4.000 e poi in crescita continua: cosa ha significato per te questo traguardo e come ha cambiato la percezione del tuo percorso sui social?
Mi sono detta “ehi, c’è del potenziale”, soprattutto ho capito meglio la mia identità e la mia verticalità. Quindi in primis c’è stata la consapevolezza di riuscire a fare contenuti di valore, chiedendomi quale fosse la mia misson e come sfruttare questo valore.
Su Instagram cucini e su TikTok mangi tra recensioni di locali e sagre, ti definisci una creator etica e sogni masterclass per far conoscere Caltagirone: quali sono i tuoi progetti futuri per rimanere fedele a te stessa senza inseguire solo numeri e collaborazioni?
Le collaborazioni fini a se stesse lasciano un po’ il tempo che trovano, non è sicuramente il mio focus. Sicuramente non mi vedrai mai fare adv o contenuti per brand che sfruttano allevamenti intensivi o che essi stessi non sono etici, anche l’adv è cultura. Nei miei progetti futuri c’è sempre la voglia di tramandare usanze e tradizioni e per farlo devi “educare” le persone, per questo penso a delle masterclass, corsi o eventi con questo focus. Per esempio una masterclass sulla “Rosticceria Siciliana”… con all’interno delle collaborazioni con brand locali Perchè è importante dare lustro anche a piccole realtà valide del territorio.
Ilenia Santoddì|Ig: @ilenia.passionecucina
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Redazione The Digital Moon
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