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Intervista a Saverio Derbuti: Tra il giornalismo e lo sport

Intervista a Saverio Derbuti: Tra il giornalismo e lo sport


Insegnante di scienze motorie, giornalista da oltre trent’anni, opinionista e proprietario del magazine Non Solo Sport. Come riesci a far convivere ed equilibrare tutte queste anime della tua vita professionale attorno alla grande passione per lo sport?

Sicuramente il comun denominatore e’ la grande passione che alimenta la possibilità di conciliare tutte queste mansioni, e lavori ; lo sport abbraccia 360 gradi da sempre la mia vita e di conseguenza ne ho fatto sia una questione pratica sia una questione teorica, diventando appunto docente di scienze motorie; anche in passato, essendo stato un ex calciatore delle giovanili del Catanzaro ( campione d’Italia Berretti nel 1992 ) ho dato seguito a questa mia voglia di sport ed oggi , da circa trent’anni, cerco di mettere a disposizione la mia esperienza al cospetto dei ragazzi. Poi il giornalismo al contempo dal 1997 ha preso la continuità nella mia anima e tra radio , giornali cartacei , tv e, dal 2020 attraverso il magazine non solo sport , faccio sentire la mia voce e quella degli altri … come piace dire a me , oltre ogni confine.


Sei figlio d’arte tuo padre Albino Barbuto è stato tra i primi calciatori del Catanzaro a raggiungere la Serie A e tu stesso hai vestito la maglia giallorossa da giovane. In che modo questa eredità familiare e la tua esperienza sul campo hanno plasmato il tuo sguardo analitico sul calcio di oggi?

Diciamo subito che il calcio di oggi , sia dal punto di vista tecnico, sia dal punto di vista atletico, è profondamente cambiato anche per gli interpreti , sia in panchina sia in campo, rispetto alla mia generazione o addirittura quella di mio padre, fermo restando che il fine di questo sport è sempre cercare di buttare la palla dentro attraverso le tantissime idee che ogni tecnico può avere; non sono molto d’accordo su come questi allenatori moderni hanno plasmato oggigiorno il calcio, rendendo vani tutti gli insegnamenti dei loro predecessori, basati sui fondamentali di gioco , sulla tecnica individuale e sull’organizzazione difensiva, scimmiottando per certi versi quello che negli ultimi vent’anni ha portato nel calcio mister Guardiola e purtroppo non sempre riuscendoci :se la devo dire tutta è un calcio che non mi emoziona, è un calcio che non appartiene ai miei dettami teorici e pratici.


Nel settore giovanile sei considerato uno degli allenatori più vincenti della Calabria, con ben 10 campionati a carattere regionale conquistati. Qual è la tua filosofia di allenamento e qual è la chiave per formare giovani atleti sia dal punto di vista tecnico che umano?

Sicuramente avere tanta passione e metterci sempre il cuore in tutto quello che si fa, perché chi mette il cuore non perde mai ; dopodiché sicuramente, sacrificio, serietà e, perché no, anche tanto divertimento; i primi due parametri questa generazione li ha un pochino persi rispetto alla mia e quindi non è sempre semplice inculcare la cultura del lavoro, la cultura del rispetto, la cultura della sconfitta e soprattutto la voglia di buttare il cuore oltre ogni ostacolo per raggiungere i propri obiettivi ; credo sempre nel rapporto umano e nell’empatia che spesso e volentieri fa la differenza.


Nel tuo lavoro da giornalista e opinionista non ti tiri mai indietro affrontando temi complessi come lo stato di salute del calcio italiano, il sistema dei settori giovanili e la mancanza di meritocrazia. Quali sono oggi i mali principali dello sport italiano che meriterebbero un cambiamento radicale?

Il sottoscritto è amato e odiato per lo stesso motivo : dice sempre quello che pensa , e lo dice in faccia in maniera chiara, sincera e diretta : i mali del calcio italiano, non sta a me dirlo , anche perché sono sotto gli occhi di tutti , ma credo siano molteplici: sicuramente il cambio di mentalità nel lanciare dei giovani in prima squadra penso che debba essere il primo passo per una vera svolta: successivo al discorso di non far giocare tantissimi stranieri, che poi di fatto non sono superiori a quelli nostrani; dulcis in fondo penso che un concetto, ovvero sia quello della meritocrazia, sia in ambito lavorativo sia in ambito calcistico dovrebbe ritornare ad essere prioritario rispetto ad altre scelte, magari imposte da terze persone.


Attraverso la voce e le pagine di Non Solo Sport continui a far sentire il tuo punto di vista diretto e controcorrente. Quali sono i prossimi traguardi che ti sei prefissato per il magazine e per la tua attività di divulgazione sportiva?

Questo magazine è stato fondato nel periodo COVID nel 2020 e attraverso una rete capillare di collaboratori ed amici che mi supportano e mi danno una mano facciamo sentire la voce di chiunque attraverso anche i social senza limiti e soluzioni di continuità: abbiamo raggiunto oltre 3 milioni di visualizzazioni e su Instagram quasi 23.000 follower : abbracciamo tutti gli argomenti , non solo quelli sportivi , e di tutto coloro i quali vogliono seriamente far ascoltare il proprio pensiero; i prossimi appuntamenti sono quelli di ritornare in radio a partire da ottobre e continuare senza censure , senza mezzi termini a far affiorare la nostra verità al cospetto dei tantissimi lettori che ci seguono quotidianamente.

Saverio Derbuti (in arte “Sonny”) |Ig: @non_solo_sport_

Ruoli: Docente, Giornalista, Opinionista TV/Radio, Allenatore

Magazine: Non Solo Sport


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Redazione The Digital Moon

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