Claudia Pintus: Dal cuore di Cagliari alla mente del cane
Intervista a Claudia: Dal cuore di Caglieri alla mente del cane
Claudia, ti sei formata nella prestigiosa scuola ThinkDog di Angelo Vaira, un punto di riferimento assoluto per chi vede il cane non come un soggetto da “obbedire” passivamente, ma come un individuo con cui dialogare. In che modo questo approccio basato sull’empatia e sulla relazione profonda guida il tuo lavoro quotidiano a Cagliari, soprattutto quando ti trovi di fronte a famiglie che faticano a comprendere il linguaggio del proprio compagno a quattro zampe?
L’approccio cognitivo-relazionale incarna perfettamente la mia visione del mondo animale e del rapporto che noi umani dobbiamo instaurare con esso. Perciò ogni mio intervento di aiuto e supporto alle famiglie è volto a favorire la comunicazione e la comprensione tra individui di specie diverse (umani e cani), che a volte faticano a comunicare. Quando fai da traduttore e mostri alle persone il punto di vista del cane, spesso succedono magie.
Ti occupi prevalentemente di riabilitazione comportamentale, affrontando casi complessi di fobie, ansia e aggressività. Spesso i cani ritenuti “difficili” o “pericolosi” sono semplicemente cani profondamente incompresi o terrorizzati. Qual è il primissimo passo che compi per sintonizzarti con un cane che ha perso del tutto la fiducia nel mondo e negli esseri umani?
Il primo passo è sempre e solo uno: mettersi in ascolto dell’individuo. Non esistono schemi precostituiti o risposte automatiche. Ogni cane è un individuo unico, con una propria soggettività e visione del mondo. Per capire da dove nasce un comportamento devo prima di tutto capire quale emozione lo genera. E, quando un cane si sente ascoltato, inizia a mostrarsi davvero. Da lì si può partire per ricostruire la fiducia.
Oltre ai percorsi individuali, sei specializzata nella conduzione delle classi di socializzazione. Spesso i proprietari pensano che socializzare significhi semplicemente “far correre i cani insieme in un’area recintata”. Ci spieghi che cos’è davvero una classe di socializzazione guidata e in che modo l’apprendimento sociale tra pari può sbloccare nodi comportamentali insospettabili?
Le Classi di Socializzazione sono uno strumento di crescita potentissimo, sia per i cani sia per i loro umani. All’interno delle classi, in un contesto protetto e appositamente studiato, i cani fanno esperienze capaci di cambiare la loro prospettiva sul mondo. Si mettono a confronto con I propri limiti e le proprie paure, creano alleanze e amicizie, scoprono quali comportamenti sono socialmente accettati e quali no. Attraverso la libertà di sbagliare, imparano molto di sé e degli altri. E gli umani apprendono quanto sia educativa la libertà, capiscono davvero chi è quel cane con cui condividono la vita. Le Classi sono un’esperienza di profonda trasformazione.
Molti professionisti del tuo settore dicono, con un pizzico di ironia, che il lavoro più grande si fa sempre sull’estremità superiore del guinzaglio: i proprietari. Nel tuo percorso di riabilitazione, quanto conta rieducare lo sguardo dell’umano, insegnandogli a leggere le micro-espressioni e i segnali di stress del cane, per far sì che la terapia comportamentale abbia successo a lungo termine?
Aiutare l’umano è una parte fondamentale del lavoro. Spesso è anche la più difficile. Per questo in Scuola Thinkdog studiamo anche la psicologia umana. Perché non puoi aiutare davvero un cane se non riesci a comunicare in modo efficace con la sua famiglia umana. Viviamo con i cani da millenni, ma abbiamo perso la capacità di capirli davvero, spesso perché li abbiamo snaturati e ridotti al ruolo di “pets”. Ma in realtà sono molto altro. E molto più di questo.
Dici che adori il tuo lavoro e che non lo cambieresti per nulla al mondo. In questo 2026 in cui la sensibilità verso il benessere animale sta fortunatamente crescendo, ma in cui girano ancora molti metodi antiquati o coercitivi, qual è il traguardo più grande che sogni di raggiungere con la tua attività in Sardegna e quale messaggio vorresti far arrivare a chi si sente scoraggiato di fronte ai problemi del proprio cane?
Bella domanda. Il mio obiettivo è quello di far conoscere il più possibile l’approccio cognitivo-relazionale e di mostrare quanto questo sia enormemente più efficace dei metodi coercitivi. A chi si sente scoraggiato voglio dire che è comprensibile, ma che non bisogna mai smettere di cercare la strada giusta.
Claudia Pintus|Specialista in riabilitazione comportamentale
Intervista a Claudia: Dal cuore di Cagliari alla mente del cane
Redazione The Digital Moon
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