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Intervista a Roberta Cecchin: Il viaggio comico e interculturale

Intervista a Roberta Cecchin: Il viaggio comico e interculturale


Qual è stato il percorso che ha portato Roberta Cecchin dall’Italia a Parigi e come ha influenzato la sua carriera artistica?

Sono arrivata a Parigi il 1° giugno 2014 per un’esperienza di mobilità internazionale (missione di 6 mesi) all’interno del gruppo Crédit Agricole. Il giorno dopo era già il mio primo giorno di lavoro… senza quasi parlare francese. 6 mesi che sono diventi 13, poi 4 anni di expatrio e la dceicione di restare in Francia ma con la voglia di un progetto personale.

In Italia ho sempre fatto conferenze sulle tematiche del mio lavoro (customer experience e marketing) e tenuto corsi in università. Mi mancava il fato di tradferire quello che sapevo. Avevo imparato molto su Francoa e Italia e tutti mi dicevano di scrivere uno spettacolo sulle mie avventure/disavvernture. Mi sono iscritta a una scuola di scrittura comica a fine 2019 e tutto é iniziato li. Diciamo che non é che il perocrso verso la Francia abbia influenzato la mia carriera…l’ha fatta iniziare

La comicità è nata quasi come una traduzione del quotidiano: spiegare agli italiani la Francia, spiegare ai francesi l’Italia, e soprattutto ridere insieme delle nostre abitudini, dei nostri codici e dei nostri piccoli shock culturali. Paradossalmente, il fatto di essere “tra due mondi” è diventato la mia forza artistica e ho svikuppato una capactà di osservazione analitica il cui risultato trasmetto con leggerezza e sensibilità. La capacità di osservare, tradurre, decodificare, imparare e trasmettere con sensibilità e rispeto delle diverse culture è diventata la mia firma.


In cosa consiste lo spettacolo “Una Roberta a Parigi” e quali temi culturali affronta?

“Una Roberta a Parigi” è un one woman show comico, interculturale e pedagogico in francese con accento italiano.

È uno spettacolo che mescola stand-up, storytelling, osservazione sociale e divulgazione storico-culturale. Il pubblico ride, ma spesso impara anche qualcosa non solo sull’altro ma anche su se stesso e la propria città/paese. Parlo delle differenze quotidiane tra italiani e francesi: il rapporto con il cibo, il lavoro, l’amore, il rumore, la storia… parto dalle mie esperienze Ma dietro la leggerezza c’è anche una riflessione più profonda: quanto la cultura e la storia influenzi il nostro modo di pensare e di interpretare gli altri.

Il mio obiettivo non è mai mettere una cultura contro l’altra. Al contrario: uso l’umorismo per creare comprensione. Dico spesso che la distanza culturale crea curiosità… mentre la vicinanza, a volte, crea giudizio. Italia e Francia sono molto vicine, ma proprio per questo tendono a fraintendersi. Ogni città in cui porto lo spettacolo diventa inoltre parte dello show: studio la storia locale, i gemellaggi, le tradizioni, la cucine, le leggende e cerco di vivere un po’ la città per poi mostrarla con i miei occho. Quindi “Una Roberta a Parigi” diventa “Una Roberta débarque à (nome della città/villaggio)” cambia continuamente e si adatta ai territori ma anche al pubblico. L’ho già portato in 7 paesi e 62 città.


Come si differenziano e si incontrano le culture italiana e francese secondo la narrazione di Roberta?

Secondo me, l’Italia e la Francia sono come due cugine con caratteristiche simili ma con caratteristiche specifiche diverse e molto complementari, che passano il tempo a criticarsi e a cercare di mostrarsi meglio dell’altro…. un’attrazione permanente ma in continua competizione. La Francia tende spesso a strutturare, razionalizzare, teorizzare. L’Italia invece improvvisa, adatta, trova soluzioni anche nel caos. Una pensa prima di fare, l’altra fa e poi pensa. Eppure entrambe funzionano.

Nel mio racconto cerco sempre di andare oltre gli stereotipi superficiali. Dietro una differenza di comportamento c’è spesso una storia, una costruzione sociale, un rapporto diverso con l’autorità, con il tempo o con il collettivo. Ad esempio, i francesi possono sembrare più freddi agli italiani, ma spesso è semplicemente un diverso rapporto con lo spazio personale. Gli italiani possono sembrare troppo diretti ai francesi, ma dietro c’è una cultura molto più spontanea e immediata della relazione.

E poi ci sono tutte le contraddizioni meravigliose: i francesi adorano l’Italia ma gli italiani non lo sanno; gli italiani criticano la Francia ma senza conoscerla veramente. Io mi trovo esattamente nel mezzo e cerco di spiegare cosa ci rende diversi e complementari. Spiego il perché dei comportamenti che ci infastidiscono gli uni degli altri perché quando si capisce il perché di un compoprtamento é più facile accettarlo anche se non ci piace…


Quali sono stati i principali successi e tappe della carriera di Roberta Cecchin tra il 2022 e il 2025?

Lo spettacolo é in scena dal 2022 e la mia carriera artistica é in parallelo alla mia carriera in Banca. Dal 2022 ho infatti due carriere parallele, artista e manager. Continuo a lavorare in Credit Agricole dove dopo 1 anno di missione (2015) e 7 anni da Responsabile Marketing Internazionale di 7 paesi, dal 2022 sono responsabile delle sinergie progetto tra il gruppo in Italia e Francia.

Sicuramente una prima tappa é stata l’inizio della torunée in Francia, dopo le prime date a Parigi già a giugno 2022 ero stata a Lille e Lione. A ottobre 2022 il lancio del primo spazio comico italiano di Parigi (Divina Comedy Show) e il primo grande artista “accompagnato” a Parigi, Luca Ravenna.

Poi nel 2023 il successo del primo festival di Avignone (tutto sold out), la 100esima data al Point virgule nel 2024, gli spettacoli all’estero in Tunisia e Italia. Il festival OFF di Milano e nel gennaio 2025 la partecipazione al Festival umoristico Babel di Montreaux in rappresentanza dell’Italia.

Parallelamente, è cresciuta molto anche la presenza sui social, che per me sono diventati un’estensione del palco: contenuti sull’interculturalità, sull’Italia vista dalla Francia e viceversa, con una community molto attiva sia francese che italiana.

Tutto va di pari passo :

  • 2022 31 spettacoli (sale mediamente di 50 persone)/ 7K followers insta
  • 2023 74 spettacoli(sale mediamente di 60 persone) / 11K followers insta
  • 2024 80 spettacoli(sale mediamente di 100 persone) / 25K followers insta
  • 2025 90 spettacoli(sale mediamente di 200 persone) / 50K followers insta

In questi anni sono arrivati anche media e televisioni francesi, tra cui France 2, France 3 e radio nazionali.

Ma il risultato più importante per me è un altro: vedere pubblici francesi e italiani ridere insieme delle stesse cose. È lì che capisco che il progetto funziona davvero. Ho spettatori che hanno visto il mio spettacolo più volte (anche 10) in città diverse, l’amore del pubblico e il fatto di avere persone che grazie al mio lavoro vivono meglio il rapporto tra le due culture é sicuramente il successo più grande mi riempie di gioia e compensa il fatto che da 4 anni non ho ferie e tutta la mia vità é dedicata alle mie due attività.


Che ruolo ha avuto il “Divina Comedy Show” nello sviluppo della comicità italiana in Francia?

Il “Divina Comedy Show” è nato dal desiderio di creare uno spazio stabile per la comicità italiana a Parigi e più in generale in Francia. Per molto tempo gli artisti italiani in Francia erano presenti soprattutto nella musica, nella gastronomia o nel cinema, ma molto meno nel comedy live. Eppure l’umorismo è uno strumento potentissimo di integrazione culturale.

L’idea è stata quindi quella di creare un appuntamento che permettesse a comici italiani o italofoni di incontrare un pubblico francese, italiano o bilingue, creando un vero ponte culturale. Credo che oggi ci sia una nuova curiosità verso la comicità interculturale: le persone non vogliono solo ridere, vogliono anche riconoscersi, confrontarsi, capire meglio l’altro. In questo senso, il “Divina Comedy Show” non è soltanto una serata comica. È anche un laboratorio culturale.

Roberta Cecchin


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Redazione The Digital Moon

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