Intervista a Roberto: Dall’Elettronic sports league al trono di Marvel Rivals
Intervista a Roberto: Dall’Elettronic sports league al trono di Marvel Rivals
Sono Roberto Rossi, noto nel panorama gaming come bLACKTIME. La mia carriera agonistica inizia nel 2007, formandosi nelle storiche leghe internazionali di ESL e Clanbase. Veterano dei titoli FPS di CoD4 ai massimi livelli, ho avuto anche l’onore di essere selezionato e vestire la maglia della Nazionale Italiana per i due Black Ops e di ricoprire il ruolo di Capitano della regione Marche per Call of Duty e Counter-Strike nei tornei delle regioni. Con anni di successi online e in finali LAN italiane ed estere, oggi metto la mia esperienza al servizio della nuova era degli e-sport.
Il Cuore del suo progetto: Marvel Rivals
Il mio impegno principale è rivolto a Marvel Rivals, di cui sono Partner Ufficiale. Coordino un ecosistema competitivo unico in Italia, volto a professionalizzare la community: Project X-33 & Project Academy: Gestisco e supervisiono la Project Academy, progetto strettamente integrato al Project X-33, dedicato interamente allo scouting, alla formazione e alla crescita tecnica dei talenti italiani su Marvel Rivals. Omnia Rivals Cup: Organizzazione e shoutcasting dei principali eventi della community, creando un ponte diretto tra i player e la scena competitiva di alto livello.
La mia professionalità è certificata anche dalla partnership ufficiale con Ubisoft, che mi permette di portare contenuti esclusivi e anteprime sul canale. Sebbene sia specializzato nel gaming competitivo, vario regolarmente il mio palinsesto esplorando le novità più calde del mercato appena uscite, analizzandole con l’occhio tecnico di chi vive l’industria da quasi vent’anni. Mi trovi in diretta ogni giorno dalle 15:00 su Twitch (bLACKTIMETV). Il mio canale è il punto di riferimento per chi cerca gameplay d’élite, analisi tattiche e una community solida che punta all’eccellenza nel gaming.
Roberto, la tua carriera è iniziata nel 2007 tra ESL e Clanbase, epoche d’oro del gaming competitivo. Qual è la lezione più preziosa che hai imparato su CoD4 e che oggi consideri fondamentale per i giovani talenti della tua Project Academy?
La lezione più importante che mi porto dietro da quegli anni è che il talento, da solo, non basta. Su CoD4 ho imparato che la differenza tra un buon giocatore e un giocatore competitivo non era solo la mira, ma la disciplina: saper comunicare, rispettare i ruoli, accettare le critiche e avere la lucidità di capire perché una giocata fosse giusta o sbagliata.
All’epoca non c’erano tutti gli strumenti che abbiamo oggi. Dovevi imparare osservando, sbagliando, riguardando le demo e confrontandoti con player più esperti. Questo mi ha insegnato una cosa che oggi cerco di trasmettere nella Project Academy: non bisogna allenare solo le mani, bisogna allenare la testa.
Un giovane talento può avere aim, riflessi e meccaniche superiori, ma se non ha mentalità, costanza e capacità di lavorare in squadra, prima o poi si ferma. La crescita vera parte quando smetti di cercare scuse e inizi ad analizzare te stesso.
Sei Partner Ufficiale di Marvel Rivals. Cosa ha visto un esperto di FPS tattici come te in questo titolo per decidere di renderlo il cuore pulsante del tuo ecosistema competitivo?
In Marvel Rivals ho visto qualcosa che mancava da tempo: un titolo immediato, spettacolare, ma allo stesso tempo molto più profondo di quanto sembri a una prima occhiata. Non è soltanto un hero shooter “colorato” o basato sull’hype dei personaggi Marvel. Dietro c’è un’enorme componente tattica fatta di timing, composizioni, gestione delle ultimate, posizionamento e lettura del fight.
Da veterano degli FPS, quello che mi ha colpito è stato il potenziale competitivo. È un gioco che permette al singolo di brillare, ma che premia davvero il team quando c’è coordinazione. Questo equilibrio è fondamentale: il player forte può fare la giocata, ma la squadra organizzata vince la partita. Ho deciso di renderlo centrale nel mio ecosistema perché lo vedo come un ponte perfetto tra intrattenimento, formazione e competizione. È accessibile per chi entra da spettatore o nuovo player, ma offre abbastanza profondità per costruire tornei, academy, analisi tattiche e percorsi di crescita seri.
Con i progetti Project X-33 e Project Academy, ti occupi di formare la prossima generazione di pro-player. Quali sono le caratteristiche non tecniche, mentali o attitudinali, che cerchi in un giocatore per capire se è pronto per il salto di qualità?
La prima cosa che guardo non è il rank, ma l’atteggiamento. Un giocatore può essere fortissimo meccanicamente, ma se non ascolta, non comunica o non accetta il confronto, difficilmente farà il salto di qualità. Cerco player con fame, ma anche con umiltà. La fame serve per voler migliorare ogni giorno, l’umiltà serve per capire che c’è sempre qualcosa da correggere. Un giocatore pronto è quello che non prende una critica come un attacco personale, ma come uno strumento per crescere.
Poi guardo la costanza. Tutti possono avere una grande partita, pochi riescono a mantenere un livello alto nel tempo. La differenza la fanno la mentalità, la gestione della pressione, la capacità di restare lucidi quando il match si complica e il modo in cui un player reagisce dopo una sconfitta. Per me il vero talento non è solo chi fa highlight. È chi migliora, chi si adatta, chi rende migliori anche i compagni.
Oltre al lato competitivo, collabori con Ubisoft e segui le novità del mercato. Quando analizzi un nuovo gioco “da veterano”, quali sono i dettagli che ti fanno capire immediatamente se un titolo ha le gambe per durare nel tempo o se è solo hype passeggero?
La prima cosa che guardo è la struttura del gameplay. L’hype può portare tante persone al day one, ma se il gioco non ha profondità, equilibrio e margine di miglioramento, la community si spegne velocemente. Un titolo che può durare deve avere tre elementi: una base solida, aggiornamenti intelligenti e una community che si sente ascoltata. La grafica, il marketing e il nome importante aiutano, ma non bastano. Nel competitivo, i giocatori restano se sentono che il tempo investito viene premiato.
Guardo molto anche il bilanciamento. Non pretendo che un gioco sia perfetto all’uscita, sarebbe irrealistico, ma voglio capire se gli sviluppatori hanno una direzione chiara. Se un titolo riesce a creare discussione, strategia, studio e voglia di migliorarsi, allora ha una base reale. Se invece vive solo di novità estetiche o di trend momentanei, prima o poi l’attenzione cala. Da veterano, cerco sempre una domanda: questo gioco mi dà un motivo per tornare domani? Se la risposta è sì, allora può avere futuro.
Ogni giorno alle 15:00 sei live su bLACKTIMETV. In un mondo di streamer sempre più orientati all’intrattenimento puro, quanto è difficile e quanto è gratificante mantenere un palinsesto focalizzato sul gameplay d’élite e sull’analisi tattica?
È difficile, perché oggi lo streaming è spesso associato al caos, alla clip veloce, alla reaction immediata. Portare un contenuto più tecnico richiede pazienza, sia da parte mia sia da parte della community. Non tutti entrano in live cercando analisi, posizionamento, composizioni o lettura del game.
Però è anche estremamente gratificante. Quando un ragazzo entra in live, ascolta un consiglio, lo applica e poi torna dicendo “sono migliorato” , capisci che stai costruendo qualcosa di più grande del semplice intrattenimento. Io non voglio eliminare il divertimento dalla live, anzi. Voglio dimostrare che si può intrattenere anche spiegando il gioco, leggendo le situazioni e dando valore a chi guarda. La mia live vuole essere un punto d’incontro tra gameplay competitivo, community e formazione. Alla fine, bLACKTIMETV non è solo un canale dove si gioca. È uno spazio dove si prova a crescere insieme: come player, come creator e come community italiana
Roberto Rossi “bLACKTIME” | RossiMarvel Rivals Official Partner | E-sport Organizer | Veteran Competitor
Intervista a Roberto: Dall’Elettronic sports league al trono di Marvel Rivals
Redazione The Digital Moon
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