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Intervista a Jonathan: Le Lezioni del passato per il presente

Intervista a Jonathan: Le Lezioni del passato per il presente


In che modo lo studio dei grandi personaggi storici può insegnarci oggi comportamenti, valori e scelte che influenzano la nostra vita quotidiana, senza ridursi alla semplice memorizzazione di date e nomi?

Caio Giulio Cesare.

Senza tergiversare troppo, tiro fuori subito questo grande nome come esempio per rispondere alla tua domanda. Chi ha studiato, studia o studierà in maniera consapevole e non ripetendo a memoria i concetti come se fossero una filastrocca, comprenderà che molti dei suoi precetti più noti come: ordine (Dittatura), azione rapida (Alea Iacta Est – Guerra Lampo), forza militare ben organizzata e controllo dell’informazione/disinformazione strategica (Dividi et Impera – controllo mediatico) hanno influenzato e formato le menti di altri personaggi storici come Napoleone Bonaparte, Benito Mussolini e Adolf Hitler, riflettendosi ancora oggi sul nostro presente e sui personaggi di spicco di oggi.

La Storia si ripete, come si suol dire, con personaggi diversi ma con una metodologia quasi sempre molto similare.


Quali figure storiche ti hanno ispirato di più nella lotta per l’uguaglianza e i diritti umani, e come possiamo collegare le loro azioni alle ingiustizie sociali e alle disuguaglianze che ancora persistono oggi?

Premetto che voglio trasmettere innanzitutto il mio messaggio che invito a leggere con particolare attenzione: “Il mondo moderno fa in modo che le disuguaglianze esistano, ma non si vedano.”
Dopodichè rispondendo direttamente alla domanda, le figure storiche che mi hanno colpito di più, rimanendo assai sbalordito dal loro clamoroso coraggio fuori dal comune, sono:
Martin Luther King, Mahatma Gandhi e Nelson Mandela.

Vorrei sottolineare il fatto che questi protagonisti hanno messo a disposizione la propria vita subendo torture, violenze, insulti, torti di qualsiasi tipologia, razzismo, congiure etc. etc… Inseguendo generosamente il sogno di un futuro migliore per tutti/e, mentre avrebbero potuto benissimo starsene zitti a guardare senza mettere a repentaglio la propria incolumità. Ricollegandomi al mio messaggio iniziale penso che mentre I “ricchi” e/o I “benestanti”, circondati dal materialismo, dai vizi, dalla lussuria e dalla frenesia del mondo di oggi, non vedono I “poveri”, questi ultimi vedono e denotano in maniera netta le differenze raccapriccianti rispetto alla qualità della vita che vivono. Mi voglio esprimere in maniera più basica per far arrivare meglio un concetto, a mio parere, molto importante ma che spesso viene sottovalutato: Il bambino “povero” di oggi ha accesso ad Internet molto più facilmente rispetto ad una volta, questo fatto lo porta a conoscere con I suoi stessi occhi la differenza sociale rispetto al bambino “ricco” dall’altra parte del pianeta.

Tutto questo porta il bambino “povero” ad odiare il bambino “ricco”, poichè giustamente anche lui vorrebbe una “bella” vita insomma! Ci dicono che siamo tutti uguali… Questo odio è aumentato dalla fame, la fame acceca e aumenta la rabbia per aver palesato le ingiustizie di questo pianeta terra a cui molte persone non danno ascolto. Hai mai provato a rimanere senza cibo? La vera fame non guarda in faccia a nessuno, chi ha fame farà di tutto per poter mangiare, avendo inoltre accanto un vicino pieno di cibo, il ragionamento fila… E siccome le proteste non violenti alla Martin Luther King e alla Gandhi sembrano non funzionare più o vengono addirittura perculate o accusate di essere troppo dirompenti, penso purtroppo che si arriverà ad una guerra civile che già da un po’ di tempo si sta sviluppando sottobanco.

Ripeto, chi ha sete vuole bere, in passato hanno pure rubato tutta l’acqua dai loro paesi e non solo quella… Ogni causa ha il suo effetto e viceversa, ogni azione ha una rezione, il concetto è semplice. E se sono incazzati, li capisco, lo sarei anche io.


Guardando al passato, quali dinamiche di esclusione dalla ricchezza ti colpiscono maggiormente, e come possiamo interpretarle per comprendere le differenze di classi sociali nella società contemporanea?

Ci sono varie e abnormi disparità partendo semplicemente dal vestiario, passando alle cure mediche di prevenzione e sanità, al vivere, o meglio al sopravvivere quotidiano, arrivando al cibario e finendo col comprendere che non tutti I luoghi sono accessibili da tutti/e in egual modo… etc. etc…
Però per rispondere al meglio alla domanda, voglio concentrarmi sulla Scuola, sulla Cultura e sull’ Educazione che purtroppo non sono a disposizione di tutti/e. Sono fermamente convinto che investire fortemente su queste ultime cambierebbe le sorti del mondo, poichè la conoscenza consapevole riduce gli attriti di cattivo gusto e abbassa I toni feroci, aberranti, disonesti, infimi e vessatori che ultimamente vanno di moda, persino nelle propagande politiche, per affabulare I poveri cittadini ormai divenuti vittime e cavie del sistema.

Detto questo, storicamente ogni governo, ogni regime, ogni potere desidera un popolo ignorante, per poterlo comandare al meglio. Sarebbe bellissimo se un giorno ogni bambino/a potesse avere accesso ai libri, senza che il costo di questi bloccasse le famiglie dall’intento di dare loro una degna preparazione culturale, rendendo così giustizia all’Uguaglianza tanto professata dai vertici. Utopia? Sognare non costa nulla e la speranza è l’ultima a morire…


Dal tuo punto di vista di curatore e personal manager, quanto la musica italiana di oggi, inclusi eventi come Sanremo, riflette le tematiche sociali e culturali che hai analizzato nella storia?

Piaccia o non piaccia devo immediatamente riferire un concetto poco in voga: La povertà, purtroppo, viene sempre più vista come un elemento da schifare e da allontanare piuttosto che da aiutare. (Chicca storica: I barboni sotto un regime di dittatura, solitamente, venivano eliminati o condotti ai campi di concentramento).
Anzi, più volte ho notato sul Web che esistono persone imbarazzanti che si fanno riprendere tramite video mentre aiutano la povera gente, solamente per tornaconto personale e/o per farsi veder belli, siamo alla follia totale della folla.

Collegandomi alla domanda, posso ammettere che personalmente gli spazi musicali mi danno un po’ di sollievo, ad esempio Sanremo credo che sia uno dei pochi eventi che possa emanare ancora qualche vera emozione di cui la tv di oggi è sprovvista, lasciando, ahimè, spazio alla noia e alla informazione/disinformazione pilotata.

Nota dolente, una delle pecche del mondo musicale attuale credo sia la poca originalità dei testi e la necessità di mostrare ed esternare concetti per vanto, per viralità e per incassare numeri piuttosto che per mettere in rilievo le oscenità e gli scandali della vita vera. Attenzione però, non è da sottovalutare il fatto che chi propende per quest’ultima opzione spesso viene “boicottato”, danneggiato, diffamato, a volte censurato ed esposto al pubblico ludibrio. Come dichiaro dall’inizio dell’intervista, il principio di causa-effetto stabilisce che ogni fenomeno (effetto) è generato da una condizione precedente o azione (causa) e viceversa!


Come credi che le lezioni della storia possano influenzare la produzione musicale moderna, sia nella scelta dei contenuti sia nel modo in cui gli artisti comunicano con il loro pubblico?

Per quanto concerne la materia Storia posso affermare che parecchi video musicali e parecchie coreografie live riprendono concetti e costumi storici del passato, non è una novità, perfino il gioco del calcio come sport riconduce all’arena dei gladiatori durante l’epoca del dominio romano. Per quanto riguarda la materia Musica invece, direi che è una giocata molto interessante attingere il concept, le vibes e I fondamentali da brani del passato per riportarli in auge, tramite chiave moderna.

Cibotto Jonathan


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    Redazione The Digital Moon

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