Intervista a Seby: Balloon Art
Intervista a Seby: Balloon Art
Cosa ti ha spinto a trasformare la balloon art da semplice passione nata per tuo figlio a una vera e propria attività conosciuta in Italia e all’estero?
All’inizio era solo un gioco, un modo per regalare un sorriso a mio figlio. Poi ho capito che con i palloncini si poteva raccontare molto di più: emozioni, storie, forme che lasciano il segno. Da lì è nata la voglia di crescere, studiare e migliorarmi, fino a portare questa arte su palcoscenici sempre più grandi. La partecipazione a diverse competizioni a Los Angeles, con ottimi piazzamenti, ha rappresentato una conferma importante: mi ha spinto a far conoscere la balloon art non solo in Italia, ma anche all’estero.
In che modo il tuo lavoro in centrale elettrica si riflette nel tuo approccio alla balloon art, tra precisione tecnica e creatività?
Il lavoro in centrale mi ha insegnato disciplina, attenzione ai dettagli e gestione delle responsabilità. Sono qualità che porto anche nella balloon art: ogni struttura deve avere una solidità tecnica, ma al tempo stesso deve emozionare e sorprendere. È proprio l’unione di rigore e creatività che mi permette di trasformare i palloncini in vere e proprie opere, capaci di resistere e lasciare un impatto visivo ed emotivo.
Qual è stata la sfida più grande che hai affrontato nel portare avanti questo percorso artistico e come l’hai superata?
La sfida più grande è stata credere che questa potesse essere una strada concreta, non solo un hobby. All’inizio non tutti capivano o sostenevano la mia scelta, ma la passione e la determinazione mi hanno spinto ad andare avanti. Partecipare a competizioni internazionali come quelle di Los Angeles, ottenendo ottimi piazzamenti, mi ha dato credibilità a livello professionale.
Allo stesso tempo, ho iniziato a realizzare grandi sculture e a proporle anche a grandi aziende e privati, oltre al lavoro di allestitore con i palloncini. La svolta è arrivata quando ho cominciato a insegnare: le persone hanno iniziato a seguirmi, a contare sulla mia esperienza e ad affidarsi a me per la loro formazione. È stato proprio in quel momento che chi mi circondava ha iniziato a credere davvero nel mio percorso, riconoscendomi come istruttore e comprendendo il mio vero valore.
Cosa provi quando vedi lo stupore e la gioia negli occhi di chi ammira le tue creazioni?
È la ricompensa più grande, la vera essenza di tutto ciò che faccio. Quando vedo lo stupore e la gioia negli occhi di chi guarda una mia creazione, sento di aver raggiunto il mio scopo: emozionare. Ogni sorriso, ogni sguardo sorpreso è il segno che la balloon art non è solo gonfiare palloncini, ma è tecnica e soprattutto un linguaggio universale capace di toccare il cuore delle persone.
Se dovessi trasmettere un insegnamento ai tuoi figli attraverso la tua esperienza, quale sarebbe?
Vorrei insegnare loro che la passione può diventare un lavoro, se ci si crede davvero e se si è disposti a impegnarsi. Il mio percorso dimostra che non esistono sogni troppo grandi: dalle gare internazionali alle grandi sculture, fino all’insegnamento, ogni traguardo è stato raggiunto con dedizione, coraggio e cuore.
Sono profondamente soddisfatto del fatto che oggi io sia conosciuto e riconosciuto come professionista, balloon artist e istruttore sia in Italia che all’estero. Il mio obiettivo, per il futuro, è proprio quello di continuare a insegnare e, un domani, avere una mia classe anche all’estero: sarebbe il coronamento di un sogno e la dimostrazione concreta che con determinazione e amore per ciò che si fa, non ci sono confini.
Quindi ai miei figli vorrei lasciare questo messaggio: non abbiate paura di inseguire i vostri sogni, perché con determinazione e amore per ciò che fate, tutto diventa possibile.
Intervista a Seby: Balloon Art
Redazione The Digital Moon
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