L’intelligenza emotiva vantaggio nello sport
L’intelligenza emotiva vantaggio nello sport
Premessa:
Nell’ambito dell’esercizio fisico, soprattutto quando viene praticato in un certo modo, può non solo dare soddisfazioni, ma anche innescare processi biologici e psicofisici tali da indurre uno stato di rilassamento e il rilascio di ormoni specifici come il testosterone, la serotonina e l’ossitocina. Spesso, anche prima dell’allenamento, vengono rilasciati cortisolo e ormoni steroidei come il GH, che favoriscono la preparazione all’esercizio fisico, aumentando anche il circolo sanguigno, la pompa cardiaca e creando una sorta di “orologio biologico” che induce all’attività.
Ma cos’è l’intelligenza emotiva?
L’intelligenza emotiva è intesa come l’abilità di riconoscere e definire le emozioni che proviamo sia in un dato momento, sia quelle proprie e altrui, e di usarle nella risoluzione di problemi di vario genere.
Per intelligenza emotiva si intende un aspetto dell’intelligenza legato alla capacità di riconoscere, utilizzare, comprendere e gestire in modo consapevole le proprie emozioni e quelle degli altri.
Daniel Goleman è lo psicologo contemporaneo che ha approfondito il concetto di “intelligenza emotiva”.
Come usare l’intelligenza emotiva in ambito sportivo
In questo caso, parlando di esercizio fisico, ci si riferisce a situazioni competitive. È importante saper identificare il proprio stato emotivo e saperlo gestire: ansia prima di una competizione, paura o euforia durante l’evento. Allo stesso modo, bisogna riconoscere le emozioni degli altri e capire come influenzano il nostro comportamento.
Ad esempio, in uno sport individuale, di gruppo o di contatto, se notiamo che il nostro avversario manifesta enfasi e rabbia perché vuole dominare, la soluzione non è farsi intimidire, ma lasciarlo andare, lasciandolo stancare. Questo lo porterà a frustrazione, perché ci vedrà freschi e impassibili. Sfruttando un breve lasso di tempo, possiamo continuare con il nostro gioco senza cadere nella foga, adottando le tecniche più appropriate alla situazione.
Regolare l’espressione delle emozioni è un aspetto fondamentale. In ambito competitivo, bisogna essere impassibili, ovvero mantenere una “faccia da poker” emotivamente neutra, senza far trapelare emozioni, poiché questo può minare la fiducia dell’avversario. La nostra espressività deve essere azzerata, concentrandoci esclusivamente sulle azioni da compiere, senza lasciarci condizionare dai pensieri, agendo di conseguenza alla situazione.
Attenzione: questo non significa non percepire le emozioni. Rimanere impassibili o apparire emotivi dal punto di vista esterno non vuol dire non riconoscere o non sentire le emozioni. Al contrario, le percepiamo e le sentiamo, ma ci addestriamo ad applicare uno “schermo protettivo” per non farle percepire agli altri. Questa capacità ci permette di leggere gli altri e di non farci leggere, agendo nel modo più opportuno e tecnico nei confronti dell’avversario, poiché egli non coglie il nostro stato emotivo, mentre noi percepiamo il suo e possiamo usarlo a nostro vantaggio.
Daniel Goleman:
Saper utilizzare, comprendere e gestire in modo consapevole le proprie e le altrui emozioni è un aspetto centrale dell’intelligenza emotiva, come descritto da Daniel Goleman.
Secondo Goleman, le caratteristiche dell’intelligenza emotiva si basano su tre abilità fondamentali: autoconsapevolezza, autocontrollo ed empatia.
L’intelligenza emotiva è definita come l’abilità di controllare i sentimenti e le emozioni proprie e degli altri, di distinguerle tra di loro e di usare queste informazioni per guidare i propri pensieri e le proprie azioni. Da questa definizione emerge che, indipendentemente da ciò che accade, bisogna andare avanti, perseguendo i propri obiettivi, anche superando sentimenti di frustrazione e negatività.
Goleman definisce l’intelligenza emotiva anche come “la capacità di motivare se stessi, di perseverare nel perseguire un obiettivo nonostante le frustrazioni, di controllare gli impulsi e rimandare la gratificazione, di modulare i propri stati d’animo evitando che la sofferenza impedisca il pensiero, di essere empatici e di sperare”.
le differenze fondamentali
È fondamentale differenziare le competenze personali, che riguardano la capacità di riconoscere e cogliere gli aspetti della propria vita emozionale, dalle competenze sociali, che riguardano come si comprendono gli altri e ci si relaziona con essi.
Nel gioco competitivo, le emozioni possono essere un’arma a nostro vantaggio o a nostro svantaggio: dipende da come scegliamo di sfruttarle. Se le utilizziamo correttamente, ci danno la possibilità di ottenere sempre un vantaggio rispetto all’avversario, poiché riusciamo a cogliere il suo stato emotivo e il suo comportamento.
gli strumenti del intelligenza emotiva sono:
- consapevolezza di sé (saper ottenere i risultati riconoscendo le proprie emozioni);
- dominio di sé (saper adoperare i propri sentimenti per uno scopo);
- motivazione (conoscere la vera e profonda motivazione che muove all’azione);
- empatia (saper ascoltare gli altri entrando in un flusso di contatto);
- abilità sociale (saper comprendere i movimenti che avvengono tra le persone quando si sta con loro).
Ricordiamo che nello sport il primo avversario non e colui che abbiamo di fronte bensì noi stessi poiché nell’autocontrollo entrano in gioco numerosi fattori dell’emotività emozioni primarie ed emozioni secondarie.
In questo caso le abilità sociali centrano poco nell’ambito del gioco sportivo se non altro come allenamento per interpretare le movenze dalle quali lasciano tra le pelare le intenzioni del nostro avversario del nostro partner o dei compagni di allenamento
Emozioni primarie:
Rabbia, odio, paura ,ansia e euforismo ecc
Emozioni secondarie:
Tutte le emozioni che derivano dalle emozioni primarie e da situazioni complesse da cui derivano emozioni miste
Conclusione:
in sostanza la capacità di autogestione e selfcontrol e una skil che sempre di piu viene considerata e al giorno d’oggi ci rendiamo sempre piu conto di questa cosa e le competenze sociali sono sempre piu scarne poichè i social hanno creato questo frame emozionale che limità le interazioni e quindi come allenarsi nel confrontarsi senza paura di sbagliare ,in palestra e fuori,ovviamente fuori ma verbalmente ed educatamente.
L’intelligenza emotiva vantaggio nello sport
Daniele
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